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Il 27 Settembre 2019 saremo a Modena per parlare di come approcciare la Cina online al corso di formazione organizzato da Registro.it, l’anagrafe dei nomi a dominio “.it”. L'evento è parte del roadshow “Piccole Medie Digitali”, sempre organizzato da Registro.it e dedicato alle aziende che affrontano le sfide del digitale e dell’export per raccontarsi attraverso l'online.  

Cina online? Sì può fare!

Mauro Comendulli, esperto in marketing digitale per la Cina e CEO di East Media - Triboo, parlerà all'evento che si terrà a Modena il 27 Settembre per spiegare alle imprese che vogliono raccontarsi alla Cina online, rischi ed opportunità del caso. Infatti, "la Cina può essere vicina grazie all’online", ma occhio a cultura, linguaggi, piattaforme! Approcciare il mercato cinese non è cosa da poco. Se da un lato è certamente importante prenderlo in considerazione - ricordiamo che la Cina online conta più di 800 milioni di utenti - dall'altro è fondamentale tenere a mente alcuni capisaldi. Il panorama digitale cinese è ampio ed articolato in numerosissime piattaforme. Queste ultime inoltre sono diverse da quelle che abitualmente utilizziamo. Ad esempio tra i più importanti social network WeChat, Weibo mentre il più gettonato motore di ricerca è Baidu. La Cina è poi un Paese "distante" sia dal punto di vista geografico che sopratutto culturale. Ciò che in Italia è catchy, in Cina potrebbe non esserlo, tant'è che ci sono anche delle parole che rappresentano dei veri e propri tabù per l'utente/consumatore cinese. E gli scivoloni non sono rari! Il tutto per dire che destreggiarsi con la Cina online è uno step fondamentale, ma farlo bene è la cosa che conta!    

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Programma dell'evento

Moderatore: Giampaolo Colletti, Giornalista e fondatore della job-community Wwworkers.it, autore di “Sei Un Genio” (Hoepli)

> Saluti istituzionali

Ludovica Carla Ferrari, Assessora alla Smart City del Comune di Modena

> Il .it e le sfide dell’Italia digitale

Anna Vaccarelli, Responsabile Relazioni esterne, media, comunicazione e marketing di Registro .it

> Il territorio che innova

Roberto Zani, Presidente Fondazione Democenter Fabrizio Palai, Project manager Laboratorio Aperto di Modena

> Relazioni online di valore: la formula vincente anche nel B2B

Gianluca Diegoli, Esperto in strategie digitali e docente IULM

> La Cina può essere vicina grazie all’online(ma occhio a cultura, linguaggi, piattaforme)

Mauro Comendulli, Esperto in marketing digitale per la Cina, CEO East Media

> Gli ingranaggi virtuosi dell’industria metalmeccanica che si racconta online (con lo zampino del founder ex blogger)

Simone Storci, Founder & CEO Valvole Italia - valvoleitalia.it VMech - vmech.it

> Il fattore umano dell’intelligenza artificiale: come creare valore online negli anni della Data Economy

Alessio Semoli, CEO Pranaventures e docente IULM, autore “AI Marketing”, Hoepli

Segue aperitivo

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

    La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto diverso da quello a cui siamo abituati, variegato e complesso, dall’altra rappresenta un’opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.   

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Triboo Academy volerà nella capitale spagnola per il corso gratuito sul digital marketing per la Cina. Gli esperti del Gruppo Triboo saranno presenti per introdurre alcuni argomenti caldi come: e-commerce, marketplace, social media strategy e SEO. Importanti per l'internazionalizzazione digitale, soprattutto quando i canali sono diversi da quelli a cui si è abituati. La data da segnare in agenda è l' 8 Ottobre 2019, il luogo è la nuova sede di Triboo Madrid, Calle López de Hoyos, 42.  

Digital Marketing per la Cina

La trasformazione digitale sta rivoluzionando il modo di fare le cose e di conseguenza anche di fare business. Le aziende devono saper adattare le proprie strategie al panorama che cambia. Ciò implica anche che il marketing debba diventare, almeno in parte, digitale. Questo vale soprattutto per mercati decisamente non-trascurabili come quello cinese. Ricordiamo infatti che la Cina conta più di 800 milioni di utenti digitali, a rappresentare il Paese con il maggior numero di persone online al mondo. Quasi il numero di internet user di India e Stati Uniti presi insieme. Ma fare digital marketing per la Cina, non è cosa da poco. Il Regno di Mezzo presenta una serie di "barriere" che è fondamentale conoscere. I Social Network utilizzati non sono i soliti che si usano in Occidente. Così come i marketplace su cui i cinesi acquistano online non sono Amazon. Le preferenze dei consumatori rispecchiano anche caratteristiche culturali che è bene conoscere e le politiche dei contenuti devono rispettare certi canoni ed evitare altri tabù. Tra le piattaforme social più di successo in Cina ci sono WeChat e WeiboAlibaba e JD invece sono i principali shop online cinesi.  

>> SCARICA L'ESTRATTO DEDICATO AL DIGITAL MARKETING DEL X RAPPORTO ANNUALE "CINA 2019. SCENARI E PROSPETTIVE PER LE IMPRESE"

  Durante la Triboo Academy dell'8 Ottobre a Madrid per il digital marketing per la Cina, Martina D'Andrea (SEO Copy Specialist), Emanuele Arosio (Head of Global SEO), Emanuele Vitali (Managing Director di Triboo East Media) e David Olivares (CEO Spagna di Triboo) parleranno delle migliori strategie e degli strumenti utili a garantire una presenza digitale in mercati come quello cinese.  

Programma dell'evento

Di seguito il programma dell'evento:  
  • 09.00 - 09.30

    Registrazione


  • 09.30 - 10.00

    Introduzione: Come affrontare una strategia digitale di internazionalizzazione

    David Olivares (CEO - Triboo Spagna)
  • 10.00 - 11.00

    Oltre a Google: Motori di ricerca internazionali

    Martina D'Andrea (Seo Copy Specialist) Emanuele Arosio (Head of Global SEO)
  • 11.00 - 11.30

    Coffee Break


  • 11.30 - 12.30

    Oltre ad Amazon: Marketplace da tenere in considerazione

    David Olivares (CEO - Triboo Spagna)
  • 12.30 - 13.30

    Cina: Dai Social Network all'e-commerce

    Emanuele Vitali (Managing Director - Triboo East Media)
  • 13.30 - 14.30

    Light Lunch


  • 14.30 - 17.30

    One-to-One

    Possibilità di avere un incontro individuale con gli specialist per un'analisi light della tua strategia
 

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Quando si parla di Cina e dei consumatori cinesi, il primo pensiero di solito va a alle generazioni più giovani. Ma ciò che molto spesso viene negligentemente tralasciato è il mercato dei baby boomers, ossia quella fetta della popolazione cinese over 60. Nell'articolo vediamo perché il mercato dei baby boomers risulta essere un'opportunità concreta per i Brand del lusso.  

I numeri del mercato silver in Cina

Uno dei fenomeni demografici che caratterizzano la Cina odierna è l'invecchiamento della popolazione. Infatti, a riprova di quanto detto, ricordiamo che nel 2025 ci si aspetta che la percentuale di cinesi ultrasessantenni superi il 20% della popolazione cinese e che nel 2033 il segmento senior conti 400 milioni di persone. Considerando anche che nel 2050 si prospetta che il 26.24% del GDP della Cina sarà destinato alla spesa per le "Silver Foxes" o, all'italiana "le Volpi Argento", e in servizi alla sanità. Quando nel 2015 rappresentava solo il 7,33%. https://www.provailsito.it/settore-medico-in-cina/  

Le caratteristiche dei baby boomers

Occorre fare una distinzione interna al mercato senior, tra fasce d'età diverse. Infatti, tra i consumatori silver cinesi, i baby boomers in particolare, sono coloro che hanno vissuto il periodo di Mao Zedong e vengono definiti "la Generazione perduta" o "Lost Generation" in inglese. I baby boomers cinesi per cui sono di fatto oggi over 60, ma under 75 per intenderci. La distinzione tra fasce d'età è necessaria dal momento in cui le abitudini del consumatore variano da una generazione all'altra. Infatti, i consumatori silver over 75 sono tendenzialmente più conservatori, fedeli alla marca e dal consumo più prevedibile e attento. I baby boomers invece, da un lato sono propensi a vivere al massimo e non badare troppo al risparmio per compensare alla depravazione della loro infanzia. Hanno la propria casa e piani pensionistici. Per cui spendono il cosiddetto "extra-cash" in prodotti ed esperienze di lusso e sono consumatori oltremodo esigenti. Dall'altro, hanno figli che li sostengono e che rispettano la virtù Confuciana della "pietà filiale" ( 孝, xiào). Offrono regali preziosi ai propri genitori come da buona tradizione, e li mettono a proprio agio nel migliore dei modi. https://www.provailsito.it/guanxi-relazioni-business-cina/ Il mercato dei baby boomers in Cina risulta quindi particolarmente interessante a livello di business sia dal punto di vista delle caratteristiche economiche che da quello culturale.    

Approcciare i baby boomers in Cina

Nonostante la maggior parte delle aziende abbiano come target le generazioni più giovani, il segmento degli "older" in Cina ha pretese ancora da soddisfare. Il mercato perciò rappresenta un'opportunità concreta. Le abitudini del consumatore baby boomer del Regno di Mezzo come abbiamo detto infatti, sono diverse da quelle di altre generazioni. A target di mercato diversi, sarebbe meglio indirizzare strategie di marketing focalizzate. Per questo motivo le aziende del lusso che vogliono avvicinarsi al mercato argento cinese è bene che tengano conto di alcuni insight. Ad esempio, i baby boomers cinesi sono "piuttosto" tech-savvy. Usano più della metà del totale dei dati cellulare su WeChat, più di quanto non facciano altre generazioni più giovani. La piattaforma one-to-one che permette privacy e un'interazione personale con i Brand. Non solo, quanto detto è coronato dal successo che stanno avendo influencer cinesi che fanno proprio parte della generazione dei baby boomers. Come  Wang Deshun e Huang Yanzhen (Foto in copertina/credit: fashionstatement.asia), rispettivamente il nonno più hot e la nonna più cool di sempre.   

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

  La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto diverso da quello a cui siamo abituati, variegato e complesso, dall’altra rappresenta un'opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.   

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Quando si parla di Beauty, si pensa subito al mondo femminile. In Cina però, il segmento maschile è sempre più esigente ed interessato all'argomento. Ma esistono social network che possano dare risposta ad una domanda sempre maggiore? Forse sì, è il caso di CHAO. Una piattaforma creata all'inizio di quest'anno apposta per il pubblico maschile.  

L'era del "beauty maschile"

Recentemente, Tmall ha divulgato dei dati sul mercato del personal-care maschile. Dall'anno scorso, si è registrato un +31% per gli acquisti fatti da uomini vs. il +29% di quelli fatti da donne. Per dire che la crescita del fatturato nei prodotti di bellezza è stata trainata anche dal segmento maschile. Non solo, si lascia intendere anche che c'è un'area scoperta nel mondo del beauty, appunto quella dedicata all'uomo. Tant'è vero che, solo il 45% dei Brand del Beauty su Tmall ha confermato di avere dei prodotti specifici per l'uomo, a fronte del 91% delle aziende che hanno ricevuto queries di conferma. L'uomo cinese Millennial o Gen-Z, che abita in città di alta fascia è molto consapevole del proprio aspetto. Si cura soprattutto per desiderio personale: vuole sentirsi a proprio agio. Non solo, la cura personale viene sempre più associata ad un benessere economico. Ed è così, dal momento che ad un maggiore reddito disponibile corrisponde una maggiore spesa nel Beauty. Inoltre, anche l'uomo in Cina si informa sui social media. Così come la sua controparte, anche l'uomo vuole consigli di bellezza e le app fanno al caso suo.

CHAO

Home Page di CHAO

 

La Customer Journey

Anche gli uomini del mercato cinese si fidano e si affidano alle figure degli Influencer o dei KOL. I motivi sono diversi e alcuni ricadono nella sfera culturale. Ad esempio, per essere collettivista la società cinese tende a condividere e cercare il confronto con il gruppo o la community. Per questo motivo i Brand collaborano con i Key Opinion Leader. Perché attraverso i social media questi aumentano la fan-base, danno consigli all'acquisto e aumentano la Brand Loyalty. Esistono diverse piattaforme digitali su cui possono avvenire le collaborazioni. Una delle nuove tendenze è il cosiddetto "social-commerce", che sta cambiando le dinamiche di acquisto in Cina. Infatti, su questo tipo di applicazioni la Customer Journey è immediata: l'utente si lascia ispirare da ciò che cattura la sua attenzione e procede all'acquisto, spesse volte in-app.

CHAO

Xiao Hong Shu

Una tra le applicazioni di social-commerce più popolari è Xiao Hong Shu, o Little Red Book. Perché è così popolare? Con buona probabilità per la sua "politica dei post". L'App dal layout visuale simile ad Instagram, spinge all'acquisto grazie alle recensioni autentiche, "bannando" la vera e propria pubblicità. Little Red Book è nata infatti come guida allo shopping, per cui l'utente da sempre si aspetta di trovare post in cui i prodotti sono spiegati e commentati. Di conseguenza, anche Brand e KOL rispettano questo diktat che asseconda l'utente-consumatore nelle sue preferenze. Per saperne di più su Xiao Hong Shu e su come alcuni grandi Brand ne stanno traendo vantaggio, leggi l’articolo al link qui sotto.

>> XIAOHONGSHU (“LITTLE RED BOOK”): IL NUOVO SOCIAL COMMERCE CINESE

https://www.provailsito.it/xiaohongshu-louis-vuitton-digital/

RED e CHAO

Inizialmente, Xiao Hong Shu era dedicata a coloro che viaggiando volessero condividere le proprie esperienze di shopping. Per cui parafrasando, dedicata a persone con una disponibilità economica tale da permettere di viaggiare e acquistare prodotti di marca. Per questo motivo i Brand del lusso in primis hanno deciso di cogliere l'opportunità di business offerta da Little Red Book. Tuttavia, la user-base di Xiao Hong Shu è composta quasi per il 90% da donne e al momento l'unica piattaforma digitale interamente dedicata ad un pubblico maschile è CHAO. Per questo motivo si dice che CHAO possa diventare la Little Red Book "maschile". Considerato che anche a livello visivo le due applicazioni sono simili.

CHAO

A sinistra CHAO, a destra Xiao Hong Shu

Cos'è CHAO

Si è detto che Little Red Book attrae principalmente il pubblico femminile. All'inizio di quest'anno però, è stato lanciato un nuovo social network, che si dice potrebbe ben incarnare la dolce metà di Xiao Hong Shu. Si chiama CHAO e rappresenta lo spazio digitale creato da Zhihu per il pubblico maschile e ad oggi l'App è scaricabile tramite QR code.  

CHAO

  Come già anticipato, il design dell'interfaccia è molto simile a quello di Little Red Book. Nella homepage si possono scrollare i post e selezionare le categorie più interessanti. Nel caso di CHAO, gli hashtag più popolari riguardano oggi il mondo tech e dei giochi. A livello contenutistico ad oggi è più debole rispetto a Xiao Hong Shu e sembra che il social network si stia ancora proponendo in una "versione beta". Nel senso che, sotto molti punti di vista si può dire sia ancora "Work in Progress". Vorrebbe avere un e-commerce, ma ancora non c'è. Non ci sono molti KOL attivi e non c'è uno spazio per gli account brandizzati. Ha la potenzialità però di colmare un gap di mercato che non è stato ancora coperto: il segmento maschile del mercato cinese.  

Outlook per i Brand

Una vera e propria strategia di branding per CHAO, ad oggi, avrebbe forse poche basi d'appoggio. Resta il fatto che, sebbene sia un'applicazione "acerba", il mercato cinese è famoso per gli exploit degli unicorni digitali. Quindi, anche solo essere informati su ciò che accade nel Regno di Mezzo e sulle nuove tendenze che lo muovono è fondamentale. Consigliabile è sempre testare quello che succede però. In questo caso, con CHAO, sarebbe utile analizzare gli hashtag più popolari e l'evoluzione dei topic più caldi. Infatti, davanti ad un segmento maschile che spinge per avere una risposta dal mondo del Beauty, ci sono concrete probabilità che sul social-commerce questa "pressione" si sentirà.  
mini-program Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la seconda contiene il link al download del documento PDF.

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In un mondo che vive la trasformazione digitale, le aziende devono entrare nell’ottica che da qualche anno a questa parte una fetta della popolazione è nativa digitale. La generazione in questione viene comunemente definita Generazione Z e identifica le persone nate dalla seconda metà degli anni 90. Sebbene "Generazione Z" sia un termine globale, non si può certo dire che questo segmento abbia le stesse caratteristiche in ogni Paese. Soprattutto in Cina rappresenta un target strategico per le aziende che mirano ad internazionalizzarsi. Nell’articolo parleremo proprio di questo e di come approcciare al meglio la Generazione Z in Cina.  

Generazione Z con caratteristiche cinesi

Per i ragazzi cinesi della Generazione Z, la parola d'ordine è "Digital first". Sono nativi digitali che utilizzano il telefono per fare quasi ogni cosa, soprattutto in Cina. I Gen Z sono figli unici della "one-child policy", a cui spetta il generoso supporto finanziario dei genitori. Essendo poi cresciuti in un periodo positivo per la Cina hanno anche fiducia nel futuro. Sono piuttosto ottimisti e per questo risparmiano meno rispetto alla controparte occidentale, conseguentemente spendono di più. Ricercano la qualità, sono particolarmente consapevoli e altamente informati. Infatti, da un lato la Generazione Z in Cina ha più a cuore le tematiche di responsabilità sociale, rispetto alle generazioni precedenti. In tema di diritti umani, ma anche di sensibilità ambientale. Dall'altro lato, tende a spostarsi verso l'acquisto e il consumo di prodotti di cui ne può percepire la qualità. Vuole poter dimostrare la propria unicità in gruppo. Per questo anche le "Limited Edition" hanno molto appeal in questo contesto. generazione z

Mini Program di Kering che indica il costo dell'impatto ambientale dei prodotti fashion

La Generazione Z cinese inoltre, rispetto ai millennial, preferisce di gran lunga l'esperienza legata al prodotto o al servizio che non il prodotto in sé. È per questo che molte aziende del lusso hanno imparato ad approcciare questa generazione attraverso il "lusso esperienziale". Consiste nel creare un vero e proprio storytelling fisico per il consumatore che possa permettergli di credere al Brand. La ragione principale è che ormai il panorama è sovraffollato ed è rinomato il rischio intrinseco della contraffazione.  

Mobile addicted

Dato per assodato che la Generazione Z sia nativa digitale, la conseguenza che ne deriva è che questa generazione sia "digital savvy". È molto skillata in termini di tecnologia e, soprattutto in un Paese come la Cina, ci si deve aspettare che sia molto dipendente dal telefono cellulare. Anche considerato che la Cina è il mercato digitale più vasto al mondo. Ricordiamo che il 57% della popolazione cinese si connette e naviga in Internet ogni giorno. Tra questi 800 milioni di Internet user, 765 milioni si connettono tramite mobile - in percentuale si parla del 95.4%. Per questa ragione i Brand che vogliono approcciare il mercato cinese, e soprattutto la Generazione Z in Cina, è bene che pensino a soluzioni ad hoc per il mobile. Ciò significa ad esempio un web design responsive per la landing page del sito web. generazione z

Sito web cinese di Dior su desktop e su mobile

  Ma non solo, significa anche che le aziende devono prendere in considerazione di essere presenti sulle app più in voga nel mercato del Paese del Dragone.  

Social-commerce in Cina

Come abbiamo ribadito, chi appartiene alla Generazione Z tende ad essere mobile addicted. In particolare, tra le attività più classiche che riguardano lo scenario del mobile ci sono quelle sui social media. Ci sono diverse piattaforme digitali, più o meno famose, specifiche per settori o generiche. Ma ciò che è degno di nota è la trasformazione che la Consumer Journey subisce nel mercato digitale della Generazione Z in Cina. Infatti, l'utente-consumatore cinese si trova immerso in un mercato saturo di informazioni e prodotti che fatica a riconoscere come veri ed originali. Per questo motivo, e anche perché per cultura il cinese tende a dare importanza al parere del gruppo, l'attività sui social media diventa cruciale nelle prime fasi del processo d'acquisto.   https://www.provailsito.it/guanxi-relazioni-business-cina/   Sui social media l'utente della Generazione Z in Cina può farsi venire delle idee di acquisto grazie a foto e video pubblicati da altri utenti o da Key Opinion Leader di fiducia. Può leggere i commenti e le review di chi il prodotto l'ha già acquistato. Può consultare direttamente l'account ufficiale del Brand a cui è interessato. Dopodiché procede all'acquisto, reso ancora più facile dal momento che alcune piattaforme permettono di farlo in-app. Per questo motivo la Generazione Z in Cina non parla di e-commerce tradizionale ma di "social-commerce". Ad indicare un diverso approccio all'acquisto.  

Little Red Book

Una delle applicazioni che meglio incarna il modello di social commerce è quella che in cinese viene chiamata Xiao Hong Shu (小红书) ed internazionalmente nota come "Little Red Book" o semplicemente "Red". In breve, Red è tra le preferite dalla Generazione Z in Cina, per essere la risposta alle loro esigenze. L'applicazione è nata nel 2013 come guida allo shopping Oltre Muraglia. In pratica, coloro che avevano la possibilità di viaggiare e acquistare prodotti di marca e qualità all'estero utilizzavano questa applicazione per condividere le loro esperienze rispetto ai prodotti. Ora l'idea che sottende l'applicazione è la stessa, ma il bacino di utenza è più esteso e ai Brand è stata data la possibilità di avere un account ufficiale.   Per saperne di più su Xiao Hong Shu e su come alcuni grandi Brand ne stanno traendo vantaggio, leggi l'articolo al link qui sotto. https://www.provailsito.it/xiaohongshu-louis-vuitton-digital/  

Douyin

Discorso simile ma non uguale vale per Douyin (抖音) o TikTok. Un'applicazione che dà sfogo alla nuova tendenza che spopola tra la Generazione Z in Cina: i video. Live-streaming e short-video infatti, sono amatissimi dai Gen Z in quanto molto ingaggianti. I Brand posso "giocare" con l'applicazione in più modi diversi: investendo in advertising, attraverso collaborazione con KOL o attivando un account  brandizzato. Ma il minimo comune denominatore tra Xiao Hong Shu e Douyin è però il fatto che anche sull'app dei mini-video è possibile rimbalzare direttamente l'utente sul canale e-commerce.   Per saperne di più su Douyin e su come può essere interpretato come leva di marketing, leggi l'articolo al link qui sotto. https://www.provailsito.it/douyin-social-network-cina-digital/ >> LEGGI ANCHE: VLOG IN CINA – IL NUOVO TREND DA CAVALCARE NEL REGNO DI MEZZO?

WeChat mini program

WeChat è forse l'applicazione più conosciuta, tra quelle cinesi, a livello mondiale. Probabilmente però, non tutte le sue funzioni sono note quanto il suo nome. Una di queste in particolare, è poco conosciuta ai più al di qua della Grande Muraglia, ma ha conquistato la Generazione Z in Cina. Si tratta dei mini programmi. Di cosa si tratta? I mini-program di WeChat sono delle mini app all'interno della piattaforma di WeChat che possono assumere diverse forme. Possono essere dei giochi, possono essere usati per prenotare biglietti per il cinema, ordinare da asporto o chiamare un taxi. Ma molto spesso il mini programma è usato come portale e-commerce. Anche i mini programmi sembrano essere stati disegnati su misura per la Generazione Z in Cina. Tant'è vero che i numeri lo confermano: il 32% degli user che approdano su mini program di e-commerce appartengono a questa fetta di popolazione. generazione z

Dior Mini Program di e-commerce

  Per saperne di più sui Mini Program di WeChat, leggi l'articolo al link qui sotto. https://www.provailsito.it/wechat-mini-program/  

La Generazione Z in Cina

Quando si rivolge lo sguardo verso un Paese lontano, sia dal punto di vista geografico ma soprattutto culturale, è necessario studiare a fondo il mercato e le sue peculiarità. Non è detto che ad uno stesso segmento demografico, in Paesi diversi, corrispondano esigenze analoghe. Lo abbiamo visto per la Generazione Z in Cina. Un target al contempo esigente e promettente con caratteristiche proprie. Il panorama digitale cinese è diverso da quello a cui siamo abituati ed è molto variegato. Xiao Hong Shu, Douyin o WeChat sono solo alcune delle applicazioni che vale la pena menzionare. Così come la tendenza del social commerce. Per ogni target ci sono delle specifiche da conoscere, che se colte come opportunità possono determinare il successo di una strategia di internazionalizzazione.   mini-program

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Il settore medico in Cina

Quando si pensa alla Cina, il primo pensiero va ai Millennial, target preferito dalle imprese internazionali. Ciò che forse passa più inosservato è il fatto che però una delle sfide principali del Paese del Dragone è l'invecchiamento della popolazione. Al 2025 ci si aspetta infatti che gli over 65 saranno più di 280 milioni: due volte la popolazione della Russia, per fare un paragone. Già oggi il settore medico in Cina ha un tasso di crescita superiore al 7% e rappresenta quindi una concreta opportunità di sviluppo di business per i Brand esteri.  

I driver della domanda

Passiamo in rassegna i vari fattori che contribuiscono allo sviluppo del settore medico in Cina, ovvero il mercato sanitario e dei dispositivi utilizzati in campo ospedaliero e di laboratorio:  

            L’invecchiamento della popolazione

Sotto l’aspetto demografico il mercato cinese è eterogeneo e dinamico. Se nel 2007 la percentuale di over 65 era pari all’8,1% della popolazione, nel 2017 la quota è cresciuta all’11,4%. A scapito sia della fascia d’età dai 15 ai 64 anni, sia in particolare degli under 15. Ci si aspetta addirittura che al 2025 la percentuale di cinesi ultrasessantenni supererà il 20%. Ciò a dimostrazione del fenomeno che sta caratterizzando il mercato cinese: l’invecchiamento della popolazione.  

            Maggiore disponibilità economica

Il segmento senior che si sta sviluppando in Cina, non è importante solo per la sua ampiezza ma anche per le disponibilità economiche che avrà. La classe media emergente in Cina arriverà a coprire più del 40% della popolazione al 2025. Ed è di questa che fanno parte anche coloro che hanno vissuto la rivoluzione culturale magari solo da piccoli e hanno poi goduto dell’apertura della Cina con Deng Xiaoping. Sono queste le persone che andranno ad invecchiare nei prossimi anni e che avranno bisogno di cure mediche. Le stesse persone che sicuramente hanno maggiore disponibilità economica rispetto alla generazione precedente.  

            Le riforme e le iniziative del governo

Sottolineiamo che il settore medico in Cina ha inoltre grandi potenzialità di sviluppo per il fatto di essere incentivato a livello nazionale. Infatti, il 13esimo piano quinquennale dà priorità alla salute e all’innovazione. Ma non solo. Nell’ottobre del 2016 il Consiglio di Stato ha previsto nel Piano della Salute Cina 2030 che il mercato cinese della sanità raggiungerà più di 1triliardo di euro. Di conseguenza, i settori di punta come quello dei dispositivi medici avranno maggiori opportunità. https://www.provailsito.it/guanxi-relazioni-business-cina/ Un’occasione importante per le imprese internazionali è anche il CIIE di Shanghai. Ossia la China International Import Expo che si tiene annualmente nel mese di novembre. La fiera infatti privilegia diversi settori. Tra questi, anche quello del medical equipment e dei prodotti sanitari. Tant'è che durante la prima e scorsa edizione del CIIE, l’azienda farmaceutica Zambon, ad esempio, ha siglato un contratto per rifornire 7mila ospedali cinesi con il suo Fluimucil.  

            Dispositivi high-end

La fetta più ampia del mercato medico in Cina è rappresentata dai device utilizzati in ambito ospedaliero o di laboratorio. In particolare, l’opportunità si delinea per le aziende internazionali di prima categoria attive nel settore. Questo perché il mercato locale si focalizza ancora principalmente sull’offerta di prodotti low e medium end. Ma i dispositivi high-tech sono tra i preferiti dagli gli attori del settore, quindi il mercato di altissima qualità si basa sull'import.    

Il settore medico in Cina come opportunità

Il Paese del Dragone offre opportunità di business non indifferenti. Con 1,4 miliardi di persone e il problema della aging population, il settore medico in Cina si inserisce come mercato di grande rilevanza. Ciò deriva anche dalle riforme messe in campo dal governo cinese. Queste promuovono una Cina più salutare e più innovativa, con il supporto del settore privato, anche internazionale. La user base cinese è di più di 800 milioni di persone e il 98% di queste si connettono ad internet via mobile. Per questo è importante anche evidenziare le potenzialità di uno sviluppo del settore medico in Cina dal punto di vista digitale.  Ad esempio, Tencent sta rivoluzionando il modello di business con l'e-health: gli utenti possono avere consulti medici o ricevere farmaci o prenotare visite via app. Su WeChat ci sono numerose funzioni, come i mini-program che possono fare a caso anche a diversi tipi di aziende del settore, nei più svariati modi. I metodi con cui un'azienda può essere presente sulle piattaforme social e e-commerce cinesi sono infatti molti e diversi. Non esiste una soluzione univoca ma ogni situazione ha le specificità del caso. Necessario è saper cogliere le occasioni in modo consapevole e strategico.   settore medico in Cina

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Il mercato del cioccolato in Cina: una dolce opportunità

Il topic del cioccolato in Cina fa venire l’acquolina in bocca non solo perché il cioccolato tendenzialmente piace a tutti, ma anche perché il mercato ha delle potenzialità non indifferenti. Vediamo insieme quali caratteristiche assume il settore, come impatta la cultura e quali sono gli aspetti più importanti di una strategia di marketing mirata.  

Il mercato del cioccolato in Cina

Il cioccolato ha fatto capolino nel mercato del Regno di Mezzo negli anni '80-'90, quando la Cina ha iniziato ad aprire le porte al mondo. Da allora è sempre stato considerato un prodotto di prima categoria. In particolare, la produzione locale ai tempi non soddisfaceva gli standard internazionali di genuinità. Per cui il cioccolato internazionale in Cina era considerato a maggior ragione prodotto premium per la qualità. Non a caso nella top 5 dei chocolatier che addolciscono il mercato cinese ci sono solo Brand internazionali e non locali. Mars, Ferrero, Nestle, Yildiz e Mondelez. L'import oltre Muraglia guida il mercato del cioccolato in Cina (+28% dal mondo verso la Cina tra il 2017 e il 2018 – International Trade Center), per il quale l’Italia è ancora primo esportatore con il 21% delle importazioni totali. cioccolato in cina

Ferrero su Tmall

Dal 2012 al 2017 il mercato del cioccolato in Cina ha registrato un tasso di crescita medio annuo del 9,4%. Tanto che per il 2020 ci si aspetta che il il fatturato complessivo arrivi a 2,3 miliardi di Euro: +100% rispetto al 2015. Nonostante le vendite siano più che raddoppiate, il mercato però non è ancora saturo e ci sono grandi opportunità: i top Brand coprono il 60% lasciando ancora spazio a nuovi competitor.

La cultura del cioccolato in Cina

Il cioccolato in Cina viene acquistato soprattutto come "dono". Come regalo per occasioni speciali: per San Valentino o per il Capodanno Cinese, ma non solo. Nel Regno di Mezzo l’idea del “dono” è molto sentita e in un certo senso ben accompagna anche il concetto di guanxi (in cinese 关系, “relazione” o “network”). Secondo questa filosofia, mostrare generosità attraverso il regalo di un prodotto comunemente noto per la sua qualità è la scelta migliore. Per questa ragione i cinesi amano le scatole di cioccolatini. Perché sono un regalo perfetto. Soprattutto se hanno un packaging adeguato che rispecchi dei significati positivi nel colore e nella grafica. Seguono a queste le confezioni monoporzione. Preferite forse anche per il fatto che nel Paese del Dragone l’idea di un consumo healthy è piuttosto forte. Tant’è vero che il cioccolato in Cina, soprattutto quello internazionale,  viene preferito ad altri dolci per gli ingredienti che contiene, di qualità. Viene considerato più salutare rispetto a un classico snack. https://www.provailsito.it/san-valentino-in-cina-marketing-520/

I motivi del trend in crescita

Tra i motivi che sostengono il mercato del cioccolato in Cina, ce ne sono alcuni particolarmente degni di nota. In primo luogo, l’aspetto economico-demografico parla chiaro. La classe media emergente ha un reddito disponibile sempre maggiore. Infatti, nel quinquennio 2013 – 2018 si è visto un aumento del +45% del disposable income, detto all’inglese, pro capite. Per cui, sebbene il cioccolato in Cina sia visto come prodotto premium, ora sempre più cinesi hanno la disponibilità economica per poterlo acquistare. Secondariamente, come detto il cioccolato in Cina rappresenta un prodotto di lusso. A fronte di ciò anche molte aziende internazionali cercano un riposizionamento sul mercato come marche premium. Ad esempio Godiva ha aperto in Cina numerosi flagship store dal design lussuoso e raffinato che ricorda quello delle gioiellerie più eleganti (vedi foto).

cioccolato in cina

Flagship store di Godiva a Shanghai

L'e-commerce inoltre è sempre una certezza. Sapendo che sono più di 800 milioni i cinesi che ogni giorno si connettono ad internet e che il 73,6% di questi nel 2018 ha fatto acquisti online, è categorico considerare di investire parte del proprio budget in canali digitali. Ma la formula O2O (online-to-offline) non è scontata. Infatti, una nuova tendenza è quella di portare la customer experience ad altri livelli. Ad esempio, Mars ha aperto nel 2018 un pop-up store a Shanghai soprannominato "Dove Hotel", dal nome del suo Brand di punta nel Paese. Strutturato come fosse un'esperienza tra le camere di un albergo, i visitatori potevano attraversarne le 4 stanze a tema "cioccolato". Ognuna era dedicata ad un diverso sapore e gli ospiti potevano sia gustare dolci preparati da chef stellati, sia prepararsi i propri prodotti di cioccolato.

Il marketing del cioccolato in Cina

Per riassumere e concretizzare quanto detto:
  • Uno degli obiettivi che i Brand internazionali stanno ricercando sul mercato del cioccolato in Cina è quello di cavalcare l'onda della middle class emergente e posizionarsi come marche luxury.
Dal momento che il cliente del Regno di Mezzo è sempre più esigente e sofisticato, anche i modi e i mezzi per fare marketing devono sapersi modellare in base a cultura e preferenze. Ciò significa studiare le attività di go-to-market in modo da anticipare e soddisfare le aspettative del consumatore, senza rinunciare alle prerogative della marca. Per capirci meglio, il sapore è la qualità più importante per un prodotto di cioccolato. Ai cinesi piacciono gli accostamenti, ad esempio con la frutta, l'anice stellato o con il ripieno di tè verde. Anche il packaging riveste un ruolo fondamentale. Come detto, il cioccolato nella maggior parte dei casi viene regalato, per cui la confezione deve rispecchiare i dettami della cultura cinese: nel colore, nella grafica, in generale nel significato che essa esprime. Ferrero con i suoi Rocher è uno dei casi di successo in questo senso: il packaging promette buona fortuna grazie alla forma sferica e al rivestimento color oro. cioccolato in cina

Pubblicità di Ferrero Rocher per il Capodanno cinese: "Good fortune for the Lunar New Year 2019"

Da ultimo, una strategia ben pensata in un mercato come quello cinese non può prescindere dai canali online social ed e-commerce. Sfruttando sapientemente il ricco calendario commerciale cinese, molti Brand hanno addirittura previsto che il consumatore possa scegliere e personalizzare online i propri regali di cioccolato prima di acquistarli. Innovazione e creatività non hanno limiti, soprattutto Oltre Muraglia.   mini-program

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Vlog in Cina - il nuovo trend da cavalcare nel Regno di Mezzo

Da meno di un anno il vlog in Cina si sta facendo strada e sta guadagnando l'interesse degli utenti cinesi. Un nuovo format che le aziende potrebbero utilizzare efficacemente nelle strategie di comunicazione nel Regno di Mezzo. Prima di analizzare nel dettaglio il perché è bene chiarire alcuni punti.

Cos’è il vlog?

Vlog – che sta per “video blog” – è un termine che indica un record di pensieri, opinioni o esperienze che vengono pubblicate online come contenuti video. Sono riprese che raccontano una storia, dei veri e propri diari multimediali. Possono essere interessanti, divertenti, ma hanno una caratteristica in comune: devono appassionare. La fonte più utilizzata finora per la diffusione di questo tipo di prodotto media al mondo è YouTube. Per i vlogger infatti, l’obiettivo è quello di creare una community di utenti che si iscriva al proprio canale e segua i contenuti caricati sulla piattaforma. A livello di tematiche trattate non c’è una regola. Ogni topic può essere quello giusto: esperienze culinarie, viaggi, eventi, compleanni.. chi più ne ha, più ne metta. La chiave per appassionare è però raccontare una storia. Questa deve esser vera più che veritiera e raccontata in modo ingaggiante. Ad esempio, elementi ricorrenti nei vlog sono le scritte in sovrimpressione, a rendere più chiari dei concetti o ad introduzione di alcune scene, così come l’alternanza dialoghi-musica. https://www.provailsito.it/douyin-social-network-cina-digital/

Il vlog in Cina

Quello dei vlog è un fenomeno che si sta facendo notare anche in Cina. Già oggi gli utenti più giovani sono soliti utilizzare piattaforme di livestreaming e short-video come Kuaishou e Douyin. Tanto che oltre la Grande Muraglia si contano oltre 500 milioni di utenti che quotidianamente guardano video. Stando però ai report diffusi da Baidu - il principale motore di ricerca in Cina - dall'autunno del 2018 ci sarebbe stato un significativo aumento dell'interesse per i vlog. Per dare un’idea dell’appeal che stanno avendo, a marzo 2019 il volume di ricerca è cresciuto a +324% rispetto all’anno precedente. Un trend che trova conferma anche su altre piattaforme. Per esempio, il social network Sina Weibo ha introdotto la verifica come "vlogger" agli utenti che pubblicano almeno 4 video al mese con le caratteristiche sopra descritte. Weibo, è solo una delle diverse piattaforme attraverso le quali gli utenti cinesi possono veicolare dei video. Anche se dall'audience inferiore, di non minore importanza sono BiliBili, Maobing o VUE. Per chi ancora non le conoscesse, BiliBili è un sito di streaming video. Maobing invece è un Appl'app dedicata appositamente ai vlog, recentemente acquisita da Tencent. VUE, infine, è una piattaforma per l'editing video e la registrazione che ha annunciato l'intenzione di creare una community di vloggers (Foto in copertina: credit Sixth tone).  

Perché dovrebbe interessare alle aziende?

I vlog hanno un grande potenziale di sviluppo in un mercato come la Cina. Un Paese dove il video marketing sta riscuotendo grandi risultati in termini di engagement, come dimostra la crescita di Douyin. Conosciuta in Europa come TikTok, questa piattaforma viene usata sempre più dai Brand per promuoversi e raggiungere potenziali clienti attraverso short video. Grazie ai vlog le aziende possono attuare una strategia di video marketing in più. Ingaggiando un vlogger alla stregua di un KOL, possono proporre dei contenuti differenti in un formato diverso. L'importante - come sempre in Cina - è conquistare la fiducia del consumatore: questa è al primo posto nella scala gerarchica dei "motivi per cui scegliere un Brand". Una fiducia che i consumatori ripongono sia nella marca sia in chi la presenta. https://www.provailsito.it/lusso-in-cina-opportunita/

 La Cina: un mondo verso cui guardare

Ormai è diventato quasi ridondante ricordare che il Paese del Dragone è molto avanzato a livello digitale. E per quanto i vlog in Cina non si siano ancora affermati, è solo questione di tempo. Per avere successo in Cina bisogna essere predisposti anche ad adottare nuove formule e una strategia di marketing ad hoc non ancorata a quella per i mercati occidentali. Una cultura profondamente differente e un ecosistema digitale diverso impongono un approccio dedicato.     mini-program

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Se sia la cultura a fare le persone o le persone a modellare la cultura, non si sa con certezza. Resta il fatto che molto spesso le differenze - anche quelle minime - si avvertono quando si è a contatto con persone di Paesi diversi. Per questa ragione le relazioni interpersonali possono non essere semplici. La questione diventa ancora più interessante, e allo stesso tempo delicata, quando si parla di business. Eventuali misunderstanding potrebbero compromettere rapporti lavorativi che sulla carta sembrano solidi. Specialmente quando ci si relaziona con persone di cultura e abitudini differenti, come i russi. Di seguito presentiamo 5 punti chiave che è bene tenere a mente quando ci si relaziona con persone di nazionalità russa. >> LEGGI ANCHE: DIGITAL MARKETING IN RUSSIA: 5 ACCORGIMENTI PER AVERE SUCCESSO  

I segreti per fare del buon business in Russia

            Formalità

Mostrare formalità è probabilmente uno dei modi più efficaci per tessere rapporti di business in Russia. Nell'ambiente lavorativo capita infatti che si mantengano una certa formalità e distacco, o che ci si dia del "Lei" anche tra colleghi. Inutile a dire che quando ci si relaziona con un collega o partner russo è bene perciò mantenere un tono distinto e professionale. Per stringere legami forti con i russi occorre del tempo, ma una volta superata la barriera dello spazio personale il gioco è fatto. Conquistata la loro confidenza sono disposti anche raccontare i dettagli più intimi della propria vita privata. Se si esce poi a bere qualcosa insieme i tempi si accorciano e si è subito "amici".  

            Pragmatismo 

Ai russi non piace perdere tempo. Specialmente in ambito lavorativo si aspettano efficienza e chiarezza: aspetti da non sottovalutare, considerato che in Italia l'approccio può avvenire anche in modo totalmente diverso. Specialmente in presenza di partner, molto spesso si iniziano le conversazioni con convenevoli o cercando di creare un clima disteso e informale. In Russia, invece, si preferisce andare subito al punto della questione. Questo atteggiamento si riflette anche all'interno dello stesso team di lavoro tra colleghi e capi. La power distance in Russia, come in Cina, è parecchio alta. Per cui un russo si aspetta direttive chiare e in generale reagisce bene alla comunicazione top-down, dal momento che ha ben chiara in mente la struttura a livelli gerarchici.  

            No stress

I ritmi di lavoro sono diversi dai nostri. Stacanovisti o no, generalmente reggono molto bene lo stress, e spesso quando non sono sotto pressione riescono a lavorare meglio. L'importante è non farsi ingannare dall'atteggiamento rilassato: magari aspettano l’ultimo minuto per completare una delivery, ma il risultato sarà comunque eccellente. >> LEGGI ANCHE: GUANXI: LA FORMULA SEGRETA DELLE RELAZIONI CON LA CINA  

            Suspicious minds

All’inizio i russi sono molto sospettosi. Forse questo è dovuto a esperienze storiche segnanti, come il crollo dell’Unione sovietica dopo il quale le persone si sono trovate a non poter più contare sull’onnipresenza dello Stato. La conseguenza è stata una perdita generale di fiducia, che ancora oggi porta generalmente i russi a dubitare inizialmente delle persone con cui hanno a che fare. Cercare di mantenere un equilibrio di interessi negli accordi è fondamentale, anche quando il businessman russo sembra non volerne sapere.  

            Keep in touch

In passato per fare business in Russia bisognava sapere che i russi "vivono alla giornata". Negli ultimi tempi le cose però sono un pò cambiate e si tende molto di più a pianificare. Ci sono infatti due abitudini "sempreverdi" e indiscutibilmente buone da tenere a mente, che di sicuro aiutano a entrare in sintonia più facilmente con un businessman russo. La prima, il reminder: ricordare di un appuntamento prefissato. La seconda, avvisare sempre per tempo di un eventuale ritardo.  

Business in Russia: un mondo a parte

I cinque aspetti elencati sopra sono solo degli insight sul modo di fare business in Russia. C'è molto altro dietro. È fondamentale conoscere il mercato, le preferenze e i mezzi per arrivare efficacemente al consumatore del Paese dell'Ermitage. Considerando che uno tra gli step di una strategia di espansione su mercati esteri è l'internazionalizzazione digitale, è utile sapere ad esempio che il primo motore di ricerca è Yandex e non Google, o che per raggiungere un maggior numero di utenti è meglio utilizzare social network locali, come Vkontakte. Questo per dire che per avere successo su un mercato che non è quello domestico, non basta la buona volontà. Bisogna conoscere la realtà verso cui si sta tendendo e definire una strategia ad hoc per portare a casa il miglior risultato possibile.  

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Overview del mercato e opportunità per i Retailer italiani

Venerdì 28 giugno 2019 presso Starhotels Rosa Grand a Milano, si terrà l'evento organizzato da Confimprese. Dal titolo "Retail business in Cina - overview del mercato e opportunità per i Retailer italiani", l'occasione è rivolta alle aziende italiane che operano nel commercio, con rete franchising o diretta, interessate ad opportunità di sviluppo di retail business in Cina.    

Retail business in Cina: comunicare al consumatore cinese

Il mercato del Regno di Mezzo offre grandi opportunità, ma anche grandi sfide. Per fare retail business in Cina è importante avere una conoscenza a 360 gradi del mondo a cui ci si vuole rivolgere. Dalla macroeconomia al diritto, dalla tutela del know-how al commercio digitale cross-border. Ma non solo.   Parliamo di una tra le più antiche civiltà, con una tradizione estremamente differente dalla nostra ma altrettanto orgogliosa. Cultura, percezioni, preferenze sono diverse da quelle a cui siamo abituati, così come le abitudini. Ad esempio, su 1.4 miliardi di persone, più di 800 milioni sono online, a rappresentare un bacino digitale quasi pari a quello di Stati Uniti e India presi insieme. Ma le piattaforme a cui sono connessi i cinesi non sono le stesse a cui è connesso il resto del mondo.   Per questo motivo è importante conoscere a fondo i potenziali clienti del Paese del Dragone. Cosa piace, cosa no. Dove cercano Brand e prodotti, dove li trovano. Da chi sono ispirati e guidati all'acquisto. Giulia Yang, Project Manager e Marketing Strategist di Triboo East Media, sarà tra i relatori dell'evento e il suo intervento verterà proprio sulla comunicazione al consumatore cinese.    

Dettagli dell'evento

Per maggiori informazioni riguardo alla registrazione e al programma dell'evento "Retail business in Cina - overview del mercato e opportunità per i Retailer italiani", è possibile visitare il sito di Confimprese.   >> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA       mini-program

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