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Non sono poche le novità annunciate da Yandex, il più importante motore di ricerca russo. Lo scorso anno, per esempio, ha introdotto Yandex.Cloud. Una piattaforma pubblica a servizio delle imprese per lo sviluppo di applicazioni e servizi informatici. Questo strumento è pensato per offrire a imprese locali e non del settore servizi di storage di dati sensibili sui server russi. Ciò anche a fronte della legge federale russa 242-FZ sulla “localizzazione”, che impone alle imprese di qualunque nazionalità di salvaguardare i dati riguardanti i cittadini russi su server situati fisicamente all’interno della Federazione.    >> LEGGI ANCHE: LE NUOVE REGOLE PER LA GESTIONE DEI DATI PERSONALI IN RUSSIA   Ma ciò che davvero non può passare inosservato è la recente espansione dei suoi servizi anche al di fuori dal mercato locale. Il 2 ottobre 2019 il colosso russo ha annunciato una collaborazione con Naver Business Platform (NBP) per fornire, sviluppare e promuovere servizi cloud su ambedue i paesi. NBP è un'impresa riconosciuta a livello globale di proprietà di Naver, una delle principali società tecnologiche della Corea del Sud. Naver è anche l’azienda che gestisce l’omonimo motore di ricerca sudcoreano, nonché la source engine primaria del Paese asiatico, che concentra il 70% delle query di ricerca. La partnership tra Yandex e Naver è in particolare rivolta alle aziende di software e agli sviluppatori e darà loro modo di espandersi nei mercati russi e sudcoreani senza forti difficoltà. La partnership consentirà ai clienti NBP di implementare rapidamente i loro servizi in Russia su Yandex.Cloud. Viceversa, le aziende che utilizzano Yandex.Cloud potranno lanciare facilmente i loro prodotti digital in Corea del Sud su Naver. Il tutto agendo nella più totale conformità alle normative locali sull'archiviazione dei dati e accedendo a un servizio clienti flessibile.  Ottime opportunità di interscambio, quindi, si apriranno tra i due Paesi. Accanto a ciò, Yandex.Cloud e Naver Business Platform stanno anche pianificano collaborazioni in ambito di archiviazione e gestione dati, web security e IT. Questo accordo dimostra come Yandex e Naver mirino a fare sistema in mercati meno assoggettati dal predominio di Google. Come a ribadire che ad Est, le regole digitali dell’Ovest non valgono. In Russia Yandex, in Corea del Sud Naver, in Cina Baidu. Su tutti questi mercati a predominare sono i competitor. Google è il principale motore di ricerca al mondo, ma non rappresenta necessariamente la strada vincente verso l'Asia.   >> LEGGI ANCHECOSA C’È DA SAPERE PER FARE BUSINESS IN RUSSIA  

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Dopo anni di primato WeChat sta mostrando i primi rallentamenti. Secondo un report di QuestMobile il tempo speso sull'applicazione dagli utenti è diminuito di un buon 8% tra dicembre 2018 e giugno 2019. Oltre al tempo speso sull’App, anche l’Adv sulla piattaforma è in calo. Nel secondo trimestre del 2019, infatti, sembrerebbe aver registrato un rallentamento, principalmente dovuto dall’agguerrita competitività di settore. In soli sei mesi il colosso Tencent sembrerebbe aver perso una bella fetta di engagement. Ma cosa è successo? Scopriamolo insieme.  

L’ecosistema si fa sempre più complesso 

  Il digital cinese è in continua fermentazione e gli utenti sono curiosi e early adopter per definizione. Ciò li spinge a scaricare immediatamente qualsiasi piattaforma che venga lanciata sul mercato e che faccia parlare di sé. D’altro canto, tendono ad abbandonare facilmente quelle che si rivelano poco interattive e coinvolgenti. Per questo motivo il panorama digitale cinese si presenta come uno dei più dinamici al mondo, dove ogni giorno nascono nuove piattaforme e ne scompaiono delle altre. Finora WeChat era sempre riuscito a mantenere la sua solida posizione di primato fino a che un altro player ha iniziato a cambiare le carte in tavola. Parliamo di ByteDance, la società cinese che nell’ultimo anno ha fatto molto parlar di sé. In particolare, grazie alla sua piattaforma più affermate: Douyin, l'App di short video più in voga del momento. I cinesi amano questo tipo di formato. Breve e immediato, che permette di fruire contenuti ad un ritmo molto più alto rispetto a qualsiasi altra piattaforma presente sul mercato. WeChat al momento non ha ancora integrato questa funzione all’interno dell’App e per questo motivo l’attenzione degli utenti si sta gradualmente spostando altrove. Oltre a ByteDance anche altre piattaforme minori stanno rubando quote di mercato al colosso di Tencent nell’ultimo semestre, contribuendo alla creazione di un panorama più diversificato e meno centralizzato.  

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WeChat è davvero in pericolo?

  Nonostante ci siano evidenti segnali di rallentamento, non possiamo certo dire che WeChat sia in pericolo. Nel periodo considerato il numero di utenti iscritti è continuato ad aumentare, registrando un +3,2% fino a superare i 745 milioni. Questo dato ci rivela una verità assoluta: gli utenti cinesi stanno diversificando il loro tempo online, ma WeChat continua a rimanere uno strumento di cui non possono fare a meno. Come dichiarato da Lara Hu, China Digital Marketing Specialist di Triboo East Media: “ WeChat sta diventando sempre più pervasivo nella vita dei cinesi e non avere un profilo personale può essere limitante. I cinesi comunicano ormai esclusivamente tramite questa piattaforma. Anche al lavoro è lo strumento di comunicazione ufficiale. Lo utilizziamo per informarci, per pagare nei ristoranti, nei negozi e dopo una corsa in taxi. Possiamo persino prenotare visite e ricevere comunicazioni importanti tramite questa piattaforma. Lo usiamo per fare qualsiasi cosa, perciò è fondamentale averlo.”  Potremmo dire che WeChat rappresenta oggi molto più di un semplice social network, uno strumento imprescindibile nella quotidianità delle persone. Un altro fattore che rema a favore di WeChat sono i Mini-program, le piccole App tutto-fare interne alla piattaforma che stanno letteralmente spopolando in Cina. I mini-program sono il trend del momento e trattengono gli utenti sulla piattaforma. Infatti, sebbene il tempo trascorso sull’App sia diminuito dell’8% negli ultimi sei mesi, quello trascorso sui mini-program è aumentato del 23% durante lo stesso periodo.   

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WeChat al centro una strategia integrata

  Pensare che questo sia l’inizio del declino dei WeChat è piuttosto azzardato. WeChat è e rimarrà l’applicazione premium che connette ogni giorno un miliardo di cinesi e che rappresenta un pilastro della socialità nella Terra di Mezzo. Continuerà ad essere lo strumento per eccellenza attraverso cui raggiungere il consumatore cinese e instaurare con esso una relazione prioritaria. Essere presenti su WeChat e utilizzarlo regolarmente, quindi, rimane una regola d’oro. Ma è altrettanto bene pensare ad una strategia integrata, che veda la presenza del brand su più piattaforme. Gli utenti cinesi stanno rivolgendo sempre più attenzione alle nuove App di intrattenimento come Douyin e Little Red Book. Per questo motivo è fondamentale affiancare a WeChat una serie di App minoritarie, ma comunque utilizzate regolarmente dalla popolazione. Ricordiamoci sempre che per raggiungere la massa e per aumentare la brand awareness non basta presenziare un canale. WeChat rimane un must-have, ma va sicuramente integrato in una strategia multi-channel.    

Scarica il report 2019 "Fare marketing con WeChat: guida alle funzionalità della piattaforma per le aziende"

 

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Attrarre turisti cinesi negli hotel locali non è cosa facile, ma è certamente una mission che ogni struttura dovrebbe porsi. La crescita del turismo cinese nel mondo sembra non fermarsi più. Secondo dati Ansa, sono oltre 130 milioni i cinesi che annualmente si recano all'estero per turismo. Nel 2018 le dieci destinazioni preferite sono state Francia, Germania, Italia, Spagna, Russia, Gran Bretagna, Svizzera, Grecia, Repubblica Ceca e Ungheria. Per le strutture di questi paesi, quindi, il target cinese potrebbe riservare opportunità di profitto interessanti. Un cinese che visita l’Europa si aspetta di vedere città meravigliose, fare shopping di qualità, mangiar bene e avere una piacevole permanenza. Quest'ultima, infatti, non è un aspetto secondario per i turisti cinese, che vedono nel comfort e nella sicurezza due aspetti fondamentali del viaggio. Proprio per questo motivo i cinesi sono piuttosto cauti nella scelta dell’hotel nel quale pernottare e confrontano vari siti e recensioni prima di prendere una decisione definitiva. Fare breccia nel cuore dei turisti cinesi non è semplice, ma basta qualche piccolo accorgimento per catturare la loro attenzione e per farsi riconoscere.   

Presenza digital? essenziale, ma in lingua cinese

Il turismo proveniente dalla Cina è evoluto negli ultimi tempi. Se fino a qualche anno fa gli hotel sembravano l’unica scelta di pernottamento per i turisti cinesi, oggi non è più così. Appartamenti e case in affitto stanno diventando un’alternativa valida, soprattutto per i più giovani. In risposta a questo trend gli hotel dovrebbero cercare di migliorare la loro offerta e di porsi come chinese friendly per tornare ad essere la prima scelta. Il primo aspetto da non sottovalutare è la comunicazione, che deve essere rigorosamente in lingua cinese. I cinesi, infatti, non si sentono confident con il loro inglese e prediligono ricerche online in lingua cinese. Per questo motivo, avere un sito web accattivante e curare i social media occidentali serve a poco. Senza un canale di comunicazione in lingua cinese il messaggio difficilmente arriverà al target asiatico.   

I must-have per una strategia di comunicazione efficace

Sondaggi dimostrano che i viaggiatori cinesi effettuano quasi tutte le ricerche pre-viaggio nella loro lingua, su OTA cinesi o sui social media. Essere presenti sui canali social locali, perciò, diventa un must per non essere tagliati fuori. Ma ciò che assolutamente non può mancare è un profilo WeChat. WeChat e i WeChat Moments, i post pubblicati sulla bacheca social dell’App, sono i canali più utilizzati per raccogliere informazioni su destinazioni, strutture e molto altro. Stabilire una connessione costante con gli utenti cinesi attraverso WeChat, raccontare la qualità dei servizi offerti e mostrarsi interessati alla cultura del posto può essere la chiave di accesso al target cinese. Ma i canali social non bastano. Gli albergatori dovrebbero anche assicurarsi un posto all’interno dei principali siti aggregatori e piattaforme di viaggio minori in grado di offrire grande visibilità attraverso promozioni o contenuti in primo piano.  I canali digitali sono ormai un diktat essenziale per creare brand awareness e aumentare le potenzialità di profitto. Tanti hotel e strutture difficilmente riuscirebbero a raggiungere i turisti cinesi senza investire sul digital.   

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Le attenzioni ai turisti cinesi non sono mai abbastanza

Gli hotel devono avere anche una serie di caratteristiche per poter essere considerati accoglienti dai turisti cinesi. Per noi ciò che conta è trovare un posto carino e non troppo costoso. Per i turisti della Terra di Mezzo, invece, ci sono tanti altri parametri da prendere in considerazione per poter scegliere la sistemazione perfetta.  Wifi gratuito, ristorante in loco e servizio in camera sembrano essere le maggiori priorità. Ma anche opuscoli informativi in cinese, menù tradotti e personale che parla mandarino sono plus ben accolti.   Least but not last, i pagamenti via mobile. La Cina è un paese sempre più digitalizzato, contanti e carte di credito sono ormai caduti in disuso e le persone oggi preferiscono pagare via smartphone attraverso Alipay o WeChat Pay. Per i cinesi i pagamenti digitali sono un risparmio notevole di tempo, per non parlare della sicurezza e della della comodità del servizio. Adibire pagamenti digitalizzati trasmetterà un'ottima immagina del vostro hotel, al passo con i tempi e attento alle esigenze dei suoi ospiti.      

Un target dalle mille opportunità

I turisti cinesi hanno aspettative e bisogni molto diversi rispetto a quelli dei viaggiatori occidentali. Assecondare i loro standard non è semplice, ma alcuni piccoli accorgimenti possono aiutarti a catturare il loro interesse e ad attrarli nella nel tuo hotel. Servizi su misura e presenza attiva sulle principali piattaforme digital cinesi contribuiranno a renderti una potenziale prima scelta, in mezzo a milioni di alternative. Ricordati che i cinesi sono un popolo collettivista, le voci circolano velocemente e le persone si fidano del parere di amici e conoscenti. Fare colpo su un turista cinese può significare ospitare tutta la sua rete di guanxi.  

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  La Cina è un mercato singolare: se da una parte possa sembrare quasi impossibile avere successo in un panorama di questo tipo, dall’altra bastano semplice accortezze e il supporto di esperti per attuare una strategia di successo. Non dimentichiamoci mai che nonostante i migliaia di chilometri che ci dividono, la Cina non è poi così lontana.   Clicca sull’immagine per scaricare il report. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare per il download del documento in formato PDF.  

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Notizie fresche fresche dalla Cina. Da due giorni il tanto discusso Little Red Book è bloccato sugli Android store. L’applicazione risulta ancora visibile nel Play Store, ma non è possibile scaricarla. In particolare risulta “momentaneamente non disponibile”, anche se questa sospensione non sembra penalizzare gli utenti che utilizzano l’applicazione già da tempo.  

Le ragioni scatenanti

I motivi di questo fenomeno non sono del tutto chiari. Sui social media cinesi non si parla d’altro: sembrerebbe che solo su Weibo siano state più di 900.000 le discussioni a riguardo. Da queste emergono versioni contrastanti, ma la più attendibile riguarda la qualità dei contenuti che il social ospita. Sembrerebbe infatti che recentemente Little Red Book abbia peccato nella proposta dei contenuti, ospitando post qualitativamente poveri. Ragazze eccessivamente svestite, prodotti contraffatti, fake review e poca trasparenza sulla provenienza delle merci sono solo alcuni delle polemiche sollevate. Al momento non è ancora chiaro come si concluderà questa questione, ciò che è certo è che in questi giorno il Governo sta cancellando migliaia di post inadeguati, nell’intento di riportare l’App al rigore di cui godeva ai tempi del suo lancio nel 2013.  

Strategia multichannel per una presenza consolidata

La Cina è un paese imprevedibile. Ciò che oggi c’è non è detto che ci sia anche domani. Questa regola vale in ogni ambito: dal negozio sotto casa all’azienda di successo, ma ciò che ne risente di più è il web. Internet in Cina è costantemente monitorato grazie al Great Firewall, una sorta di scudo informatico. Il Great Firewall è uno strumento di censura e sorveglianza che analizza miliardi di dati al giorno e blocca quelli potenzialmente dannosi. Questo sistema banna quotidianamente decine e decine di siti web e anche Little Red Book non è l'eccezione. In Cina è molto comune che App o siti web diventino inutilizzabili dall’oggi al domani per questo motivo. Whatsapp, per esempio, come tante altre applicazioni occidentali è stato ufficialmente bloccato nel 2017. Anche Bili Bili, una piattaforma cinese di condivisione e streaming video è stata colpita dal Great Firewall nel 2017. Milioni dei suoi video sono stati cancellati da account personali e official account, generando non poco scalpore.  Questi sono solo alcuni esempi di come questo fenomeno rappresenti la quotidianità in Cina. Per questo motivo, un’azienda straniera che vuole vendere sul mercato cinese e che si appoggia al web per aumentare la brand awareness e la fidelizzazione al brand non può prescindere da una strategia multichannel. Essere attivi solamente su un social o sul sito web aziendale è altamente rischioso. Tempo, soldi e risultati potrebbero andare persi da un giorno all’altro se il governo decidesse di chiudere la piattaforma o se bloccasse l’account dopo aver giudicato i contenuti inappropriati. Per questi motivi è importante pensare ad una strategia di comunicazione ad hoc che coinvolga diversi canali e piattaforme, e che si concentri sulla produzione di materiali di qualità e in linea alle direttive del Governo.  

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Localizzazione dei contenuti

Quando ci si rivolge al pubblico cinese è impensabile utilizzare i contenuti creati per il mercato di origine e semplicemente tradurli in lingua locale. In Cina vigono “regole sociali” e “morali” differenti, tra ideali, punti di vista e tabù. Per questo motivo è essenziale avere una conoscenza approfondita del panorama socio-culturale cinese prima di inserirsi sul Mercato del Dragone e di creare contenuti localizzati. Materiali non adatti possono minare il successo dell’intera iniziativa di internazionalizzazione.   La Cina è un mercato singolare: se da una parte possa sembrare quasi impossibile avere successo in un panorama di questo tipo, dall’altra bastano semplice accortezze e il supporto di esperti per attuare una strategia di successo. Non dimentichiamoci mai che nonostante i migliaia di chilometri che ci dividono, la Cina non è poi così lontana.  

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Ieri, giovedì 18 luglio 2019, all’Ordine Commercialisti ed Esperti Contabili è stato presentato il X Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina, intitolato "Cina 2019. Scenari e Prospettive per le Imprese". Il rapporto è stato elaborato dal CeSIF, Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina.  L’evento, organizzato da quest’ultima in collaborazione con l’Ordine Commercialisti, è stata un’ottima occasione per conoscere lo scenario odierno cinese e per mostrare le prospettive per le imprese italiane in Cina.  Situazione economica e politica, iniziative di cooperazione internazionale e tassazioni fiscali sono stati solo alcuni dei temi trattati. Tra i tanti relatori Federico Ruffino, Marketing & Communication Manager di Triboo East Media, che ha illustrato lo scenario digitale cinese tra i grandi colossi del web e le tendenze più aggiornate.   

La Cina oggi: scenari e prospettive

  L’incontro è stato aperto da Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e da Marco Bettin, direttore operativo della Fondazione Italia Cina. Arianna Gasbarra, vice presidente della Commissione Internazionalizzazione delle Imprese e Rapporti con Organismi Internazionali ha fatto da moderatrice, affiancando gli speaker durante l’incontro.  Dopo un primo momento di saluti istituzionali la parola è passata a Filippo Fasulo, direttore CeSIF, che ha illustrato nel dettaglio lo scenario politico ed economico del Paese.   

Rallentamento economico strutturato

Dal suo discorso è emerso che sebbene la crescita economica della Cina stia ufficialmente rallentando - quest’anno infatti si prevede rimarrà tra il 6 - 6.5% - questo rallentamento è strutturale. Il New Normal, infatti, prevede un ripensamento del modello economico cinese, con una crescita organica del paese. Questa si basa su un aumento dei consumi interni, sui servizi, sull’attenzione alle problematiche ambientali e sulla qualità come traino dell’economia, a discapito di esportazioni e investimenti. Il rallentamento dell’economia cinese è dunque programmato dal Governo, niente di cui preoccuparsi.   

I consumi interni e l'export

Nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina si evidenzia come la spesa per i consumi rappresenta da qualche anno la fonte di maggiore contributo alla crescita del PIL cinese e anche lo scorso anno questo trend è rimasto invariato. Nel 2017 questi contribuivano per il 57,6% alla crescita del PIL e nel 2018 sono addirittura aumentati fino al 76,2%. Inoltre, negli ultimi due anni l’export cinese nel mondo è iniziato a farsi risentire. La guerra commerciale con gli Stati Uniti ha avuto un impatto limitato sulla performance cinese. Tanto che nel 2018 l’export cinese ha toccato picchi di 2.487 miliardi di dollari. Anche le importazioni sono aumentate rispetto al passato, raggiungendo quote di 2.136 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 15%.   

L'interscambio Italia-Cina e i settori strategici

Da evidenziare è anche l’interscambio Italia-Cina, che nel 2018 è stato sbilanciato. Secondo dati Istat le esportazioni italiane in Cina sono state di 13 miliardi circa, mentre le importazioni hanno raggiunto i 30 miliardi di euro. Il settore di maggiori esportazioni cinesi in Italia si riconferma quello dei macchinari e delle attrezzature elettriche. Ambito su cui punta molto la Cina, tanto che macchinari e attrezzature italiane sono al primo posto tra i beni italiani importanti nel Paese. Anche articoli di abbigliamento e prodotti in pelle e in cuoio sono molto richiesti. Tra le opportunità settoriali principali segnalate dal Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina rientrano Food & Beverage, sanità, retail, automotive, media e intrattenimento, arredo e il turismo. Quest’ultimo, in particolare, sembra essere letteralmente esploso in Cina.  Fasulo ha poi passato in rassegna gli IDE cinesi in Italia, evidenziando come a fine 2018 fossero ben 340 i gruppi cinesi presenti nel nostro paese, soprattutto in Lombardia. A seguire Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Il quadro presentato lascia intravedere grandi prospettive di interscambio tra i due Paesi, con ulteriori possibilità di crescita da entrambi i lati.  

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  Rapporto Annuale Fondazione Italia Cina Federico Ruffino

   

La Cina è digital e il Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina lo conferma

  A seguire Roberto Diletto, manager di Diacron Business Consulting, Andrea Benigni, amministratore Delegato di Eca Italia e Savino Tatò, partner di Ernst & Young hanno parlato di aspetti settoriali, dalla tassazione fiscale alla situazione degli expat italiani in Cina. Roberto Ferraro e Massimo Bagnasco hanno poi portato due testimonianze aziendali. Per ultimo Federico Ruffino, Marketing & Communication Manager di Triboo East Media ha parlato dello scenario digitale cinese, tra social media, motori di ricerca e nuovi trend del mercato. Come riportato nel Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina, infatti, ad oggi gli utenti Internet in Cina sono 802 milioni. Questa cifra seppur possa sembrare sbalorditiva, rivela ancora ampi margini di crescita. In Cina, infatti, meno del 60% della popolazione è digitalizzata e si prevede che nei prossimi anni questo valore aumenterà incredibilmente.  WeChat rimane il must have per le aziende italiane che vogliono investire sul mercato cinese, ma non è il solo. WeChat infatti consente una comunicazione one-to-one, ma per raggiungere la grande massa e aumentare la brand awareness è necessaria una strategia integrata con altre piattaforme. Weibo e Douyin sono solo alcune di queste. Ma il vero trend del momento sono i social-commerce, ovvero piattaforme a metà tra social media ed e-commerce. Little Red Book è una di queste e ha registrato nell’ultimo anno una crescita sbalorditiva. Questi strumenti consentono di integrare l’intrattenimento nella fase di acquisto, migliorando sensibilmente la customer experience del consumatore cinese. Oggigiorno il 70% delle vendite in Cina è influenzato dall’esperienza online, con la prospettiva di crescere fino al 100% entro il 2025. Questi dati rivelano la fondamentale importanza del digital in Cina, aspetto che non può essere tralasciato dalle aziende che vogliono investire sul mercato cinese.  

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A partire dal 18 luglio Amazon si ritirerà dalla Cina, il primo mercato online al mondo. Il colosso statunitense non fornirà più servizi sul suo sito Amazon.cn e i consumatori non potranno più acquistarvi prodotti da venditori terzi cinesi. Tale decisione nasce dall’incapacità dell'azienda di competere con i principali player dell’e-commerce cinese, Tmall e JD.com. I clienti cinesi potranno comunque continuare a comprare prodotti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Danimarca e Giappone. Inoltre, i venditori locali potranno continuare a vendere prodotti su mercati esteri. Questa decisione deriva dalla volontà del gruppo di focalizzare il business in Cina sul commercio cross-border che, secondo Amazon, sta ricevendo grandi riscontri dai consumatori cinesi. Infine, il gruppo manterrà operativa la sezione Amazon Web Service, consentendo la vendita di scaricabili Kindle e di contenuti digitali. (Foto in apertura tratta da IC photo)  

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Il percorso di Amazon in Cina

Amazon ha fatto il suo ingresso in Cina nel 2004, acquisendo Joyo.com, al tempo il principale rivenditore online di libri, per 75 milioni di dollari. Nel 2008 Joyo.com occupava il 15% del mercato e-commerce cinese, una quota di tutto rispetto. Successivamente, nel 2011, la piattaforma ha preso ufficialmente il nome di Amazon China. Al contempo l’appeal del brand è cominciato a calare fino a toccare, nel 2018, lo 0,6% delle vendite online in Cina. Una percentuale del tutto irrisoria se paragonata al 61% di Tmall. Da qui la decisione di fare un passo indietro.  

I punti deboli di Amazon 

Ci sono diverse ragioni dietro alla parziale sconfitta della corporate statunitense sul mercato cinese. Dall’eccessiva fiducia nella propria strategia di mercato, alla propensione del consumatore cinese per i siti locali. Il problema principale, però, è stata l’incapacità dell'azienda di inserirsi sul mercato cinese con una strategia localizzata. Una volta acquisito Joyo.com, infatti, Amazon ha sostituito il management originario e lo ha subordinato all’headquarter statunitense. Il risultato di tale scelta è stata una strategia operativa allineata a quella internazionale, ma poco adeguata al mercato cinese e alle aspettative dei suoi consumatori. Innanzitutto, Amazon China ha deciso di mantenere lo stesso layout su tutti i mercati, compresa la Cina. Il risultato è stato quello di offrire un’esperienza di acquisto poco affine alle abitudini dell’utente cinese. Come dichiarato da Marcella Gao, China Digital Marketing Specialist di Triboo East Media: “L’interfaccia di Amazon China è molto confusionaria. Le pagine dei prodotti sono troppo ricche di informazioni e disorientano l’utente. E' complicato captare le informazioni importanti e ciò rallenta l’esperienza di navigazione dell’utente.” Gli e-commerce cinesi hanno un’interfaccia ben strutturata. Le informazioni dei prodotti sono divise in sezioni e facilmente rintracciabili. L’utente cinese, infatti, sa perfettamente come muoversi all’interno della pagina per trovare i dati di cui ha bisogno. In Amazon China, invece, le informazioni non sono organizzate in categorie, ma sono riprodotte in modo lineare verso il basso. “Abituati in questo modo, per i cinesi risulta davvero complicato muoversi all’interno delle pagine di Amazon China. Per questo motivo tendiamo a preferire marketplace locali.” ha aggiunto Marcella. [caption id="attachment_9694" align="aligncenter" width="700"] Layout di Amazon. Prodotto ricercato: libro "La luna e sei soldi" di William Somerset Maugham[/caption]   [caption id="attachment_9697" align="aligncenter" width="700"] Layout di JD.com. Prodotto ricercato: libro "La luna e sei soldi" di William Somerset Maugham[/caption]   Un altro grande problema di Amazon China è stata la strategia operativa applicata sul mercato cinese. In confronto alle altre piattaforme e-commerce cinesi, Amazon ha prezzi poco competitivi, promozioni inferiori e una logistica poco efficiente. Tutti aspetti a cui il consumatore cinese fa particolarmente attenzione.

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L’importanza della cultura locale

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un’azienda che non ha colto l’importanza della cultura e delle abitudini locali nell’esperienza di business. Quando si approccia un mercato lontano, sia dal punto di vista geografico che culturale, è fondamentale procedere con cautela. Conoscere a fondo le particolarità del mercato, dei suoi consumatori, degli utenti e delle loro abitudini di acquisto è la chiave per poter proporre un servizio adatto e che funzioni. Dare per scontato questi aspetti è l’errore più grande che un’azienda possa fare e Amazon ne è la dimostrazione. Un colosso di tali dimensioni, che ha chiuso il 2018 con un fatturato di 233 miliardi di dollari, non ha saputo cogliere l’importanza della variabile locale e ha fallito.  

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Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   mini-program

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Al discorso di apertura della prima edizione del China International Import Expo di Shanghai (CIIE 2018), il presidente cinese Xi Jinping ha tenuto un discorso nel quale ha accolto calorosamente tutte le nazioni partecipanti all’iniziativa e le relative delegazioni. All’evento partecipano 172 paesi, più 3’600 aziende e 400’000 buyer cinesi e stranieri in cerca di nuove opportunità di collaborazione. Durante il banchetto il leader cinese ha presentato l’evento come un’ottima occasione per le aziende straniere di catturare le opportunità derivanti dalla “Chinese New Era”. Con questo termine ci si riferisce all’attuale fase dello sviluppo economico cinese che vede la crescita del paese non più legata all’export, ma all’aumento dei consumi interni. Tutti gli stati coinvolti nell’esposizione possono infatti giovare dei benefici derivanti dalla cooperazione, e guidare così una crescita congiunta unilaterale. Nel suo discorso Xi Jinping ha dichiarato che uno degli scopi principali della piattaforma è quello di aumentare il grado di apertura del mercato cinese. “As I explained at the Boao Forum for Asia in April, China’s economic growth over the past 40 years has been achieved with a commitment to opening-up. In the same vein, high-quality development of China’s economy in the future can only be guaranteed with greater openness. I have made it clear once and again that China’s door will never be closed. It will only open still wider. China will not stop its effort to pursue higher-quality opening-up! China will not stop its effort to pursue an open world economy! And China will not stop its effort to pursue a community with a shared future for mankind!” L’economia della Terra di Mezzo sta facendo eccellenti progressi al momento. Nel primo trimestre di quest’anno il PIL è cresciuto di 6,7% e i consumatori ammontano a 1.3 bilioni. Ma le prospettive di crescita sono ancora più impattanti. La decisione di perseguire un importante ruolo di apertura nel commercio mondiale è una delle maggiori iniziative della RPC degli ultimi anni. Come sostiene Xi Jinping, ciò dimostra la volontà della Cina di supportare il sistema di commercio mondiale e di promuovere una zona di libero scambio. Guardando avanti, la cooperazione e l’apertura sono elementi essenziali per andare incontro ad un’economia internazionale dinamica.   Leggi anche: COS’È E COME FUNZIONA WECHAT WALLET (WECHAT PAY)    

Le cinque direttive di apertura economica di Xi Jinping

Incentivo all'import

Il Presidente cinese ha annunciato cinque nuove direttive che guideranno l’apertura dell’economia nazionale. Come prima cosa verrà stimolata la domanda di beni esteri, incrementando il reddito dei cittadini e il loro potere di spesa. Inoltre verrà anche incoraggiata la creazione di nuove aree di consumo di medio-alta gamma. Per fare ciò verranno adottate nuove misure finanziarie. Tra le quali riduzione delle tariffe, agevolazioni sullo sdoganamento, riduzione dei costi all'importazione e potenziamento del commercio elettronico transfrontaliero.    

Maggiore liberalizzazione del mercato

Come secondo aspetto verrà ampliato sempre più l’accesso al mercato cinese. Sarà promossa la liberalizzazione del mercato anche in settore prima semi controllati. Per esempio, verrà accelerata l'apertura in settori come le telecomunicazioni, l’educazione, il servizio medico e la cultura. Altri settori incentivati saranno quello finanziario, dei servizi, agricolo, minerario e manifatturiero.  

Istituzione di un corpus di leggi per il commercio internazionale

La terza direttiva prevede l’introduzione di una normativa sugli investimenti esteri e l’istituzione di un sistema di leggi aperto che regolino il commercio internazionale. Questo nuovo corpus legislativo rispetterà le regole e le pratiche commerciali internazionali. Inoltre, offrirà parità di trattamento a tutti i tipi di imprese registrate in Cina. Xi Jinping ha assicurato che i diritti e gli interessi legali delle società straniere saranno maggiormente salvaguardati, in particolare i diritti di proprietà intellettuale. Ma verranno anche resi più stringenti i provvedimenti per i trasgressori, assicurando costi di risarcimento nettamente superiori ad oggi.  

Apertura di nuove FTZ

Il quarto aspetto consiste nello sperimentare nuovi orizzonti di apertura, come le Free Trade Zone (FTZ). Le Free Trade Zone sono zone economiche speciali dove le merci godono di benefici tributari, come per esempio l'assenza di imposte e dazi di importazione. È in previsione la costruzione di una FTZ al porto di Hainan, città costiera nel sud della Cina nota per le sue spiagge tropicali. Questa decisione nasce dalla volontà di testare la funzionalità di porti di libero scambio ed assicurare una maggiore apertura al commercio estero. Ciò semplificherebbe molto gli investimenti e il transazioni d'oltremare in Cina.   

Promozione della cooperazione internazionale

Per ultimo verrà promossa la cooperazione multilaterale e bilaterale tra gli stati. La Cina per far ciò si impegnerà per una rapida conclusione del Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP). Inoltre, accelererà i negoziati su un accordo di investimento Cina-UE e su un'area di libero scambio tra Cina e Giappone e Russia. Sosterrà le iniziative internazionali per svolgere un ruolo attivo nella costruzione di un sistema di governance economica globale più equa. Inoltre, continuerà a promuovere l'iniziativa “Belt and Road” per la cooperazione internazionale nello spirito di consultazione e collaborazione tra i paesi per il giovamento di benefici condivisi. Il China International Import Expo 2018 segna solo l’inizio di un lungo percorso che coinvolgerà paesi e aziende di tutto il mondo e li guiderà verso una nuova fase dell’economia mondiale.   Leggi anche: 8 FUNZIONI DI WECHAT CHE FORSE NON CONOSCI    

Cina: un mondo a parte

La Cina è un paese lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro. mini-program

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Douyin 抖音 o Tik Tok è un’APP di short video che ha fatto molto parlare di sé negli ultimi mesi, soprattutto in Cina. Molto simile al noto software Musical.ly, Douyin punta a diventare una delle applicazioni più utilizzate in Asia nel corso di quest’anno. Utilizzata per scrollare mini video divertenti, sta diventando sempre più un must have a cui gli utenti cinesi non riescono a rinunciare. Ma le aziende sapranno cogliere le potenzialità di Douyin?   Nata nel settembre 2016, nel giro di appena un anno e mezzo, Douyin si trova al primo posto tra le APP più scaricate per iOS worldwide. Ad oggi conta 150 milioni di utenti attivi giornalmente. In Cina, sta scalando il ranking delle APP più utilizzate, con un’audience mensile di oltre 500 milioni di utenti. Si pensi inoltre che il 75% di essi sono Millennial, generazione nata tra il 1982 e il 2003 (15-36 anni), e provengono principalmente da città di prima e seconda fascia. Questo è un dato particolarmente importante se si considera che questa categoria di utenti è la nuova “spending force” della Cina. Essi hanno gusti precisi, sempre più basati sulle tendenze occidentali, e non esitano ad assecondare i propri desideri. Hanno in media un reddito annuo superiore ai 5 mila euro, ma si pensa che questa cifra crescerà fino a 13 mila nel giro di una decina d’anni. Questo ci dà una prima prova del fatto che Douyin potrebbe rivelarsi la carta vincente nella digital strategy di un’azienda interessata a questo target di consumatori. douyin china millenial social Il grafico mostra la fascia di età degli utenti di Douyin.  

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Caratteristiche di Douyin

Recentemente c’è stata un’inversione di rotta negli interessi degli utenti, che ha reso i short video la loro forma di intrattenimento preferita. In solo un anno il totale del tempo speso davanti a mini-video è cresciuto del 360%. Cosa ha fatto prevalere Douyin sui suoi principali competitor (Kuaishou, Miaopi e Haokan Shipin)? Il servizio che offre, perfettamente affine alle esigenze degli utenti. Questo social innovativo consente di pubblicare contenuti di massimo 15 secondi per poi condividerli con i propri contatti. Permette inoltre di aggiungere musica ed effetti speciali ai propri video per renderli più interessanti, creativi e soprattutto personalizzati. Spesso, proprio per questo motivo, riescono a diventare virali nel giro di poche ore sotto forma di meme o challenge. Ogni utente ha la possibilità di creare il proprio profilo, all’interno nel quale rimarranno salvati i video pubblicati. E come per gli altri social, questa piattaforma permette di creare la propria cerchia di contatti. Più Follower si hanno più sarà facile che i video vengano visualizzati, commentati o apprezzati attraverso i “like”. Ma la carta vincente di questa applicazione sta nel fatto che i contenuti possono essere visti e condivisi anche da persone con cui non si è scambiato il follow. Un singolo video, infatti, può facilmente arrivare a milioni di utenti. Inoltre, la particolarità di questa applicazione è quella di consentire una riproduzione automatica dei video, senza la necessità di cliccare il tasto play. In questo modo, i video scorrono incessantemente e l’utente rimane rapito davanti allo schermo senza rendersi conto del passare del tempo.  

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Categorie di video più amate

Douyin raccoglie video di ogni genere, ma quelli più apprezzati appartengono alle seguenti categorie:
  • Video musicali: i contenuti in assoluto più amati su Douyin sono i video musicali. Giovani che cantano in playback famose canzoni cinesi davanti alla fotocamera;
  • Balli: generalmente lanciati sotto forma di challenge, questi tipi di video piacciono molto e invogliano gli utenti ad accettare le sfide copiandole e ricondividendole;
  • Animali domestici: i cuccioli sono particolarmente amati dai cinesi e così anche i video che li riprendono. Questo trend è una testimonianza del boom del mercato degli animali domestici in Cina, che sta crescendo del 20% ogni anno;
  • Abilità: contenuti che nascono per mostrare le proprie capacità, come intagliare un dragone in un’anguria a dipingere con i piedi;
  • Muckbang: categoria che ormai sta spopolando anche in occidente su Youtube. Questo genere di video, nel quale le persone mangiano davanti all’obiettivo della telecamera, attira l’attenzione di migliaia di utenti;
  • Bellezza: video di cosmesi e di beauty care sono molto gettonati su Douyin, con esperti in materia che spiegano tutti i trucchi per apparire sempre al meglio.
 

Douyin come leva di marketing

I mini-video stanno gradualmente spingendo fuori dal mercato gli altri tipi di comunicazione. Consentono un messaggio diretto e ad impatto, mostrando la creatività del brand e coinvolgendo gli utenti. Per questo motivo il nuovo social network è il mezzo perfetto per raggiungere potenziali consumatori.   Esistono due modi che consentono alle aziende di accrescere la brand awareness su Douyin: advertising o collaborazioni con KOL (Key Opinion Leader o Influencer), come da foto in anteprima nella quale vediamo Huang Xiaoming, Guan Xiaotong, Zhou Dongyu e Angelababy. Per quanto guarda la prima alternativa è possibile attivare una campagna di “splash ads”, che consiste in un banner a tutto schermo visualizzato dagli utenti prima che si apra l’applicazione. Altrimenti è possibile investire in advertising che compaiono nella user’s newsfeed dopo la visualizzazione di tre video consecutivi. Collaborare con KOL, invece, è senza dubbio una scelta più dispendiosa della prima, ma è anche quella più redditizia. Gli influencer conoscono i gusti e le esigenze dei propri seguaci e sanno comunicare come comunicarvi in modo efficace. Questi potrebbero per esempio pubblicare un video nel quale presentano il prodotto, oppure lanciare una video challenge mirata su di esso.   [caption id="attachment_9044" align="aligncenter" width="550"]Douyin social china challenge JD.com per il Fun Festival 2018 ha lanciato una campagna pubblicitaria su Douyin e ha postato una challenge sul proprio profilo. Lo slogan era: “sei annoiato? vieni e divertiti!”. Il video ha ottenuto più di 130 milioni di view e oltre 26’000 utenti hanno accettato la sfida.[/caption]    

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  Douyin è senza dubbio l’APP dell’anno. Con le sue particolarità sta spopolando in tutto il mondo e si sta affermando come uno dei nuovi social più amati. Le imprese non devono farsi scappare questa grande opportunità che permetterebbe loro di arrivare ad un bacino di utenti senza pari, di aumentare la brand awareness e di trovare nuovi consumatori. Fondamentale, però, è il modo di approcciarsi a questo strumento: il contenuto dei video deve essere il più interattivo possibile e deve caratterizzare l’azienda stessa, distinguendola da tutte le altre. Affiancare Douyin alle classiche piattaforme utilizzate per la digital strategy sul mercato cinese, come Wechat o Weibo, potrebbe portare alle aziende italiane risultati inaspettati!  

Cina: un sistema a parte

In mercati come la Cina, lontani sia dal punto di vista geografico che culturale, è importante attuare una strategia localizzata che tenga conto di aspetti imprescindibili come usi, costumi e lingua. Approcciarsi a paesi complessi come quello del Dragone richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi.   mini-program

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Kiton, affermato marchio di moda Made in Italy, si è rivolto al gruppo Triboo e alla divisione East Media per lo sviluppo di una serie di progetti digital a livello internazionale. Dopo un primo periodo di accordi, la collaborazioni è ufficialmente iniziata.  

Kiton e la collezione KNT

Kiton è stata fondata nel 1968 ad Arzano, in provincia di Napoli, da Ciro Paone e Antonio Carola. Il brand è specializzato nella creazione di completi da uomo su misura e di cravatte di alta sartoria. Presente in oltre 70 paesi, conta un totale di 5 stabilimenti produttivi e più di 800 dipendenti. La nuova collezione A/I 2018-2019 di Kiton include per la prima volta una linea urbanwear, denominata KNT. Questa è stata creata dai gemelli Mariano e Walter De Matteis, terza generazione della famiglia Kiton. Proprio da qui nasce l’esigenza di studiare un piano di comunicazione mirato per promuovere la nuova linea.  

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Una strategia digital globale

La collaborazione tra il fashion brand e il gruppo Triboo prevede la gestione e l’implementazione di una strategia social relativa alla collezione appena lanciata, su mercati europei e asiatici, in particolare in Cina. Triboo si occuperà dell’apertura del canale Instagram e della pubblicazione di contenuti mirati. A ciò si affiancherà un programma di social advertising per rafforzare la brand awareness e l’engagement dell’azienda. Parallelamente Triboo si è fatta carico della realizzazione di una galleria fotografica dei prodotti KNT e di video realizzati in collaborazione con il fotografo e regista Francesco Carrozzini. Triboo East Media, la divisione del gruppo specializzata in marketing digitale sui mercati asiatici, si farà carico dell’apertura e della gestione del canale Weibo , uno dei più popolari social network cinesi. Weibo permetterà una comunicazione one-to-many, finalizzata a costruire la riconoscibilità del brand, ancora estraneo al mercato cinese, e una consolidata presenza locale. Per Weibo, in particolare, Il team cross-cultural della divisione East Media si occuperà di postare contenuti originali, conformi ai gusti e alle esigenze degli utenti cinesi. Allo stesso tempo questi saranno in linea alla strategia utilizzata sui mercati occidentali. Triboo East Media, inoltre, si occuperà anche della realizzazione della pagina web Kiton.cn, con hosting locale, che garantirà performance superiori al sito.  

> Leggi anche: Come fare marketing con WeChat in modo strategico 

 

Cina: un sistema a parte

In mercati come la Cina, lontani sia dal punto di vista geografico che culturale, è importante attuare una strategia localizzata che tenga conto di aspetti imprescindibili come usi, costumi e lingua. Approcciarsi a paesi complessi come quello del Dragone richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi.   mini-program

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