Cosa c’è da sapere per fare business in Russia

Se sia la cultura a fare le persone o le persone a modellare la cultura, non si sa con certezza. Resta il fatto che molto spesso le differenze – anche quelle minime – si avvertono quando si è a contatto con persone di Paesi diversi. Per questa ragione le relazioni interpersonali possono non essere semplici.

La questione diventa ancora più interessante, e allo stesso tempo delicata, quando si parla di business. Eventuali misunderstanding potrebbero compromettere rapporti lavorativi che sulla carta sembrano solidi. Specialmente quando ci si relaziona con persone di cultura e abitudini differenti, come i russi. Di seguito presentiamo 5 punti chiave che è bene tenere a mente quando ci si relaziona con persone di nazionalità russa.

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I segreti per fare del buon business in Russia

            Formalità

Mostrare formalità è probabilmente uno dei modi più efficaci per tessere rapporti di business in Russia. Nell’ambiente lavorativo capita infatti che si mantengano una certa formalità e distacco, o che ci si dia del “Lei” anche tra colleghi. Inutile a dire che quando ci si relaziona con un collega o partner russo è bene perciò mantenere un tono distinto e professionale.

Per stringere legami forti con i russi occorre del tempo, ma una volta superata la barriera dello spazio personale il gioco è fatto. Conquistata la loro confidenza sono disposti anche raccontare i dettagli più intimi della propria vita privata. Se si esce poi a bere qualcosa insieme i tempi si accorciano e si è subito “amici”.

 

            Pragmatismo 

Ai russi non piace perdere tempo. Specialmente in ambito lavorativo si aspettano efficienza e chiarezza: aspetti da non sottovalutare, considerato che in Italia l’approccio può avvenire anche in modo totalmente diverso. Specialmente in presenza di partner, molto spesso si iniziano le conversazioni con convenevoli o cercando di creare un clima disteso e informale. In Russia, invece, si preferisce andare subito al punto della questione.

Questo atteggiamento si riflette anche all’interno dello stesso team di lavoro tra colleghi e capi. La power distance in Russia, come in Cina, è parecchio alta. Per cui un russo si aspetta direttive chiare e in generale reagisce bene alla comunicazione top-down, dal momento che ha ben chiara in mente la struttura a livelli gerarchici.

 

            No stress

I ritmi di lavoro sono diversi dai nostri. Stacanovisti o no, generalmente reggono molto bene lo stress, e spesso quando non sono sotto pressione riescono a lavorare meglio. L’importante è non farsi ingannare dall’atteggiamento rilassato: magari aspettano l’ultimo minuto per completare una delivery, ma il risultato sarà comunque eccellente.

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            Suspicious minds

All’inizio i russi sono molto sospettosi. Forse questo è dovuto a esperienze storiche segnanti, come il crollo dell’Unione sovietica dopo il quale le persone si sono trovate a non poter più contare sull’onnipresenza dello Stato. La conseguenza è stata una perdita generale di fiducia, che ancora oggi porta generalmente i russi a dubitare inizialmente delle persone con cui hanno a che fare. Cercare di mantenere un equilibrio di interessi negli accordi è fondamentale, anche quando il businessman russo sembra non volerne sapere.

 

            Keep in touch

In passato per fare business in Russia bisognava sapere che i russi “vivono alla giornata”. Negli ultimi tempi le cose però sono un pò cambiate e si tende molto di più a pianificare.

Ci sono infatti due abitudini “sempreverdi” e indiscutibilmente buone da tenere a mente, che di sicuro aiutano a entrare in sintonia più facilmente con un businessman russo. La prima, il reminder: ricordare di un appuntamento prefissato. La seconda, avvisare sempre per tempo di un eventuale ritardo.

 

Business in Russia: un mondo a parte

I cinque aspetti elencati sopra sono solo degli insight sul modo di fare business in Russia. C’è molto altro dietro. È fondamentale conoscere il mercato, le preferenze e i mezzi per arrivare efficacemente al consumatore del Paese dell’Ermitage. Considerando che uno tra gli step di una strategia di espansione su mercati esteri è l’internazionalizzazione digitale, è utile sapere ad esempio che il primo motore di ricerca è Yandex e non Google, o che per raggiungere un maggior numero di utenti è meglio utilizzare social network locali, come Vkontakte. Questo per dire che per avere successo su un mercato che non è quello domestico, non basta la buona volontà. Bisogna conoscere la realtà verso cui si sta tendendo e definire una strategia ad hoc per portare a casa il miglior risultato possibile.

 

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