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Il 27 Settembre 2019 saremo a Modena per parlare di come approcciare la Cina online al corso di formazione organizzato da Registro.it, l’anagrafe dei nomi a dominio “.it”. L'evento è parte del roadshow “Piccole Medie Digitali”, sempre organizzato da Registro.it e dedicato alle aziende che affrontano le sfide del digitale e dell’export per raccontarsi attraverso l'online.  

Cina online? Sì può fare!

Mauro Comendulli, esperto in marketing digitale per la Cina e CEO di East Media - Triboo, parlerà all'evento che si terrà a Modena il 27 Settembre per spiegare alle imprese che vogliono raccontarsi alla Cina online, rischi ed opportunità del caso. Infatti, "la Cina può essere vicina grazie all’online", ma occhio a cultura, linguaggi, piattaforme! Approcciare il mercato cinese non è cosa da poco. Se da un lato è certamente importante prenderlo in considerazione - ricordiamo che la Cina online conta più di 800 milioni di utenti - dall'altro è fondamentale tenere a mente alcuni capisaldi. Il panorama digitale cinese è ampio ed articolato in numerosissime piattaforme. Queste ultime inoltre sono diverse da quelle che abitualmente utilizziamo. Ad esempio tra i più importanti social network WeChat, Weibo mentre il più gettonato motore di ricerca è Baidu. La Cina è poi un Paese "distante" sia dal punto di vista geografico che sopratutto culturale. Ciò che in Italia è catchy, in Cina potrebbe non esserlo, tant'è che ci sono anche delle parole che rappresentano dei veri e propri tabù per l'utente/consumatore cinese. E gli scivoloni non sono rari! Il tutto per dire che destreggiarsi con la Cina online è uno step fondamentale, ma farlo bene è la cosa che conta!    

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Programma dell'evento

Moderatore: Giampaolo Colletti, Giornalista e fondatore della job-community Wwworkers.it, autore di “Sei Un Genio” (Hoepli)

> Saluti istituzionali

Ludovica Carla Ferrari, Assessora alla Smart City del Comune di Modena

> Il .it e le sfide dell’Italia digitale

Anna Vaccarelli, Responsabile Relazioni esterne, media, comunicazione e marketing di Registro .it

> Il territorio che innova

Roberto Zani, Presidente Fondazione Democenter Fabrizio Palai, Project manager Laboratorio Aperto di Modena

> Relazioni online di valore: la formula vincente anche nel B2B

Gianluca Diegoli, Esperto in strategie digitali e docente IULM

> La Cina può essere vicina grazie all’online(ma occhio a cultura, linguaggi, piattaforme)

Mauro Comendulli, Esperto in marketing digitale per la Cina, CEO East Media

> Gli ingranaggi virtuosi dell’industria metalmeccanica che si racconta online (con lo zampino del founder ex blogger)

Simone Storci, Founder & CEO Valvole Italia - valvoleitalia.it VMech - vmech.it

> Il fattore umano dell’intelligenza artificiale: come creare valore online negli anni della Data Economy

Alessio Semoli, CEO Pranaventures e docente IULM, autore “AI Marketing”, Hoepli

Segue aperitivo

> LEGGI ANCHE: DA ALIBABA A WECHAT A BAIDU: TRIBOO EAST MEDIA È IL PRIMO PLAYER ITALIANO CERTIFICATO PER AFFIANCARE A 360° LE AZIENDE ITALIANE SUL WEB IN CINA

    La Cina è un mercato tutto da scoprire. Se da una parte può sembrare quasi impossibile avere successo in un contesto tanto diverso da quello a cui siamo abituati, variegato e complesso, dall’altra rappresenta un’opportunità consistente e una strada praticabile. Sempre che si conoscano i passi da fare. La Cina non è poi così lontana.   

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Lavorare in una azienda cinese è un po’ il sogno e l’incubo di tutti quelli che, come me, hanno studiato cinese o che hanno deciso di occuparsi di Cina e vivere nel “Paese di Mezzo”. La mia esperienza corporate cinese è iniziata abbastanza presto. Neolaureata, mi trovavo a Pechino per un tirocinio, quando ho ricevuto un’importante offerta di lavoro da un’azienda cinese e sono diventata a tutti gli effetti un expat.  Non è stato facile inserirsi e sopravvivere. La realtà aziendale è già di per sé una giungla, ma cercate di immaginarvela organizzata in una lingua straniera (il cinese) e secondo logiche che sono completamente diverse da quelle a cui siamo abituati in Italia!  Sicuramente al riguardo avrete sentito pareri discordanti. C'è chi parla di paradiso delle opportunità e stipendi da sogno, e chi di un incubo di sfruttamento e mancanza di diritti lavorativi. In fondo, entrambe le versioni contengono una parte di verità: vivere e lavorare da expat per un’azienda cinese in Cina è un mix molto particolare di privilegi e svantaggi.  

> Leggi anche: Triboo East Media primo player italiano certificato per operare su Alibaba, Baidu e WeChat

Azienda cinese: l'ABC dell'expat

Negli anni trascorsi in questo contesto ho maturato una visione abbastanza completa, confrontandomi anche con tanti altri stranieri impegnati in aziende cinesi. Dunque, cosa comporta il mondo corporate cinese per uno expat?

Parli cinese?

La prima discriminante tra paradiso e inferno è proprio la lingua. Nei decenni passati era possibile lavorare e fare affari in Cina senza parlare cinese, anzi, persino senza conoscere la cultura e le convenzioni sociali locali. C’è di più, si guadagnavano anche un mucchio di soldi. Insomma, il paese della cuccagna! Oggi scordatevelo: se non sapete parlare cinese (e ad essere proprio onesti, se non sapete parlarlo ad alti livelli), scordatevi di fare carriera in un'azienda cinese. Per farsi prendere sul serio e non essere usato a vita come interprete-segretario tuttofare bisogna tirare fuori le unghie e mettersi alla pari dei colleghi cinesi. Il che significa come minimo parlare fluentemente e capire quello che si dice e si fa in azienda…in cinese. Inoltre, le aziende cinesi sono diventate sempre più esigenti sul rispetto delle convenzioni sociali e aziendali e ne richiedono la conoscenza e l’attinenza anche agli stranieri.  

Azienda cinese Il fascino dello straniero

“Assumiamo lo straniero perché ci dà un’aria più internazionale”. È ancora vero. Molte aziende, soprattutto quelle che lavorano con l’estero, puntano sul dipendente straniero anche per darsi un tono. Certamente è necessario qualcuno che comunichi in cinese, e che lo faccia bene, ma è più facile che l’azienda perdoni allo straniero qualcosa in più rispetto al collega cinese perché “fa cool averlo nel team”.

Una questione di... visto

Ottenere un visto lavorativo in Cina è diventato negli ultimi anni estremamente difficile. Bisogna fornire una lunga sfilza di documenti, avere almeno due anni di esperienza lavorativa in un'azienda cinese ed essere qualificati. Meglio ancora se lo si è in uno dei settori previsti dal piano di sviluppo Made in China 2025. Dunque, richiesti sono talenti stranieri accuratamente selezionati, allo scopo di sostenere la crescita tecnologica cinese.  

Leggi anche: La cultura degli Yingchou, il business in Cina si fa brindando

 

Un contratto solo sulla carta

Il contratto: una pura formalità. Che lo abbiate firmato o non, non preoccupatevi, vale ben poco.  E se come cittadino cinese vi è la remota possibilità di oppugnarlo legalmente, per lo straniero è praticamente impossibile. Una cosa che ho capito ben presto è che non vale la pena crucciarsene. Ciò che conta realmente è trovare il modo di risultare utile, se non indispensabile, all’azienda. Non c’è altra garanzia che tenga, fatto salvo qualche eccezione rappresentata da grossi gruppi cinesi con sedi all’estero e contratti di assunzione non-cinesi.

Opportunità e carriera

Su questo punto devo esprimermi favorevolmente: è più facile in Cina trovare opportunità lavorative e cambiare azienda nel giro di pochi giorni, al più di qualche settimana, migliorando persino il trattamento economico. Il lavoro non manca e avanzare nella gerarchia corporate è relativamente semplice, persino se si è junior. Tuttavia c’è un livello oltre il quale non si riesce ad avanzare, perché “si è comunque stranieri” e le posizioni al vertice sono chinese-only. Più che una mancanza di fiducia è una questione di percezione: lo straniero è comunque visto come una presenza transitoria che non comprenderà mai fino a fondo le sue logiche.   Caterina Russo, quarta persona da destra, È socio fondatore di Élite China Academy, la prima accademia italiana esclusivamente dedicata al training professionale per chi parla cinese.  

Una questione di soldi

I tassisti a Pechino mi fanno tutti la stessa domanda: ma quanto guadagni? Sono ossessionati dall’idea che gli stranieri guadagnino in maniera sproporzionata rispetto ai cinesi. Sebbene questo non sia più vero come in passato, in generale possiamo dire che, a parità di livello, lo straniero gode di una retribuzione leggermente superiore rispetto al collega cinese, per via anche del suo status di “risorsa speciale”.

Orari: una full immersion

I tanto temuti straordinari che affliggono i lavoratori cinesi non risparmiano ormai nemmeno gli stranieri. E' richiesta infatti un'integrazione pressoché completa: orari elastici, cellulare sempre a portata di mano e totale reperibilità anche al di fuori degli orari lavorativi. Non sarà un caso che in Cina si vive sempre connessi su WeChat.

Tanta concorrenza

La carriera dell’expat in un'azienda cinese risente ormai sempre più della concorrenza di seconde generazioni di cinesi e lavoratori cinesi che hanno studiato all’estero. Vi è una sempre maggiore disponibilità di giovani cinesi di seconda generazione nati all’estero, ma che sono tornati in Cina per studiare e desiderano rimanervi per lavoro. Questi sono visti come più affini alla cultura e all’ambiente cinese e, a parità di qualifiche, sono spesso preferiti agli stranieri.  A questa categoria si aggiunge quella dei cinesi che hanno studiato all’estero acquisendo esperienza internazionale e padronanza nelle lingue straniere. Tra expat, invece, si prediligono quelli con partner cinese, perché considerati più stabili e meno soggetti alla “nostalgia di casa”.  In conclusione, i lavoratori stranieri in Cina godono ancora di uno status particolare, potremmo dire privilegiato. Ma la retribuzione è pressoché simile a quella dei colleghi cinesi, le competenze richieste sono sempre maggiori e più specializzate. Infine, la competizione con risorse cinesi ormai ben preparate e (anche se ancora per poco) meno costose si è fatta sempre più agguerrita.  Nonostante tutto, vi è ancora spazio per i giovani che desiderano fare un’esperienza corporate in Cina, in un marcato che  segna e che fa crescere molto.  

Cina: un mondo a parte

Quando si pensa alla Cina bisogna ricordarsi che è un Paese molto lontano sia dal punto geografico che culturale. Approcciarsi a paesi così complessi richiede un’attenta valutazione e analisi a 360°, la sola che permette di ottenere risultati concreti e duraturi. Sono più di 800 milioni i cinesi che tutti i giorni si collegano al web, per lo più via smartphone, per chattare, informarsi, compiere ricerche e finalizzare acquisti. Ma per farlo i cinesi utilizzano strumenti differenti da quelli Occidentali: Facebook e Twitter e lasciano il posto a social network molto avanzati come Weibo e WeChat. Lo stesso Google è sostituito da Baidu, il principale motore di ricerca locale. Per questa ragione se si vogliono raggiungere potenziali consumatori cinesi bisogna farsi trovare sugli strumenti digitali che utilizzano loro.   mini-program

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WEBINAR: Web, Marketing e Russia

  Da sempre i russi sono innamorati del Bel Paese e del Made in Italy. E con oltre 117 milioni di utenti digitali e un mercato in ripresa, la Russia è un Paese da presidiare. Barriere linguistiche e culturali, piattaforme digitali differenti da quelle Occidentali impongono però la conoscenza dei giusti strumenti per approcciare i consumatori russi. Per comprendere al meglio lo scenario digitale e le strategie di comunicazione, FederlegnoArredo in collaborazione con Triboo East Media organizza il corso di formazione in streaming "Web, Marketing e Russia" che si terrà il 6 febbraio dalle ore 14.30 alle ore 16.30 Argomenti del Webinar:
  • Sito, web e motori di ricerca
  • Social Network e VKontakte
  • B2B: come comunicare durante gli eventi di settore
  Nel dettaglio verranno presentate le peculiarità dello scenario digitale dove Yandex contende a Google la leadership tra i motori di ricerca e VKontakte batte Facebook e Instagram tra i social network. Inoltre, verrà spiegato come approcciare potenziali clienti o partner in situazioni di business partendo dalle profonde differenze culturali.  

Il Webinar è tenuto dal team di Triboo East Media specializzato nel mercato russo:

    [caption id="attachment_9385" align="alignleft" width="160"] Darja Janovica-Marcenko  Project Manager - Certified Yandex Expert[/caption] [caption id="attachment_9387" align="alignleft" width="160"] Vera Mushakova Digital Marketing Specialist[/caption] [caption id="attachment_9384" align="alignright" width="160"] Cecilia Lorusso Account Manager[/caption] [caption id="attachment_9386" align="alignright" width="160"] Emanuele Vitali Managing Director e Co-Founder[/caption]                    

Webinar: Data: 6 febbraio 2019

Orario: 14.30-16.30

Costo: 280€ + iva*

  webinar Web, Marketing e Russia     * Il costo si intende ad azienda, a prescindere dal numero delle persone che si connetteranno. Se desideri avere più accessi procedi ad indicare le varie @mail nel form di registrazione qui di seguito affinchè ogni partecipante possa ricevere il link di accesso sul proprio account diretto.   Maggiori informazioni: Marika Petrillo – Project Manager Academy FLA mail: marika.petrillo@federlegnoarredo.it 
tel: 02/80604302 02/80604331    

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Dall’esperienza di Triboo ed East Media nei mercati di Cina, Corea del Sud, Giappone e Russia, nasce il magazine Triboo East Media. Dal background culturale alle piattaforme di e-commerce locali, nelle pagine di Triboo East Media vengono analizzati gli strumenti digitali a disposizione delle aziende italiane e il contesto nel quale si devono muovere per raggiungere i consumatori asiatici. L’obiettivo è uno: aiutare a definire una strategia di marketing idonea e studiare piani di comunicazione che possano veicolare un messaggio allineato alla cultura locale sugli appropriati canali digitali. Come sottolinea Giulio Corno, CEO di Triboo, "da anni il gruppo Triboo si impegna a offrire il miglior supporto alle aziende nel mondo dell’e-commerce e del digital marketing. Con Triboo East Media costruiamo un ponte per accompagnarle nel processo di internazionalizzazione del loro brand verso mercati oggi fondamentali per il consolidamento e l’espansione del business". Un pensiero condiviso anche da Emanuele Vitali, Managing Director di East Media, “l’ottocento è stato il secolo europeo, il novecento quello americano, oggi gli equilibri mondiali stanno spostando il baricentro verso Oriente: è il secolo dell’Asia. Questo magazine nasce dall’esigenza di far comprendere meglio le dinamiche che riguardano questa parte del mondo”. "Triboo East Media è il frutto di tutte le esperienze maturate dal team multiculturale di East Media, alle quali si aggiungono le competenze e le esclusive partnership del gruppo Triboo. Un'unione che permette di dare un supporto davvero completo alle aziende interessate ad approcciare mercati come Cina, Russia, Corea del Sud e Giappone." conclude Mauro Comendulli, CEO di East Media.  

> Leggi anche: East Media entra nella Triboo

 

triboo east media

TRIBOO EAST MEDIA: NON SOLO DIGITAL MARKETING

Per aiutare il lettore a orientarsi nei diversi mercati, Triboo East Media è suddiviso in sezioni in base al paese di riferimento: Cina, Corea del Sud e Giappone, Russia. Dalla presentazione delle piattaforme digitali cinesi come WeChatWeibo, all'analisi di Yandex, il principale motore di ricerca russo, sono tanti gli argomenti trattati nelle pagine di Triboo East Media. Compresi gli approfondimenti sui consumatori cinesi nel 2018, le opportunità del mondo fashion in Russia e i vantaggi a livello di posizionamento che offre la Corea del Sud nei mercati asiatici. Senza dimenticare le tante voci autorevoli che hanno contribuito alla stesura del magazine. Per quanto riguarda il mercato cinese, centrali di questo numero sono l'intervista a Gabriele Barbati, alla guida di Triboo Shanghai ed esperto di e-commerce, che spiega come orientarsi e quali strategie adottare sui diversi market place locali come Tmall, Secoo e VIP. La presentazione di "Belt and Road Initiative", la nuova Via della Seta, con la quale la Cina vuole creare un ponte di collegamento con l'Occidente per la circolazione delle merci, a cura di Filippo Fasulo, coordinatore scientifico del Centro Studi per l'Impresa della Fondazione Italia Cina. I consigli di Lorenzo Riccardi, commercialista esperto di fiscalità internazionale. E il punto di vista di Giovanni Ardito de "Il Caffè Geopolitico" sulla riforma costituzionale che ha rimosso ogni limite temporale al mandato presidenziale di Xi Jinping.  

> Leggi anche: Moschino si affida a Triboo ed East Media per il debutto su Tmall

  triboo east media   Per la Corea del Sud, al fianco degli approfondimenti su Naver e 11StreetJiyoung Park, Korean Market Specialist di East Media, spiega perché la Corea sia oggi un mercato fondamentale per il posizionamento di un brand in Asia. Marco Riboldi, e-commerce analyst di Triboo per il Giappone invece, sottolinea quali sono le piattaforme locali sui cui puntare per raggiungere i consumatori del Sol Levante. Lato Russia, oltre al citato focus sul mondo fashion e gli articoli dedicati alle piattaforme locali digitali locali come Yandex e VKontakteGlobal Blue, azienda leader mondiale nel Tax Free illustra le nuove normative vigenti nel Paese di Putin. Tiziana Tini, consulente ed esperta di marketing, suggerisce quali strategie adottare per intercettare i turisti russi alla ricerca di luxury experience in Italia. The last but not least, i consigli per gestire al meglio un team di lavoro con persone di nazionalità e culture differenti della Dott.ssa Elisa Gaggero e Silvia Martella dello studio pedagogico Sognando si Impara. Triboo East Media non è un semplice magazine, ma un vero e proprio strumento a disposizione delle aziende. Dimostrando una volta di più che con la sua offerta integrata di servizi digitali, consulenza e formazione, il gruppo Triboo ed East Media rappresentano un partner unico per supportarle nel processo di internazionalizzazione del loro brand.  

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Per informazioni potete contattare:

 

CINA, COREA DEL SUD e GIAPPONE

Cecilia Lorusso - c.lorusso@east-media.net

 

RUSSIA 

Ksenia Tsareva - k.tsareva@east-media.net

 

La Cina e il boom dei consumi è il titolo del seminario che si è tenuto lo scorso 20 marzo a Milano presso la Fondazione Stelline. Un evento che ha riscosso numerose adesioni e grande interesse da parte dei partecipanti. D'altra parte, con un PIL cresciuto del 6,9% nel 2017 (in linea con il target prefissato), la Cina è un mercato in continua espansione che attrae sempre più aziende italiane. Con una popolazione di quasi un miliardo e mezzo e una territorio molto vasto (è grande come l'Europa), investire in Cina non è però semplice. Specialmente se si considerano le grandi differenze culturali e le diverse abitudini di acquisto dei consumatori cinesi. Proprio per dare una risposta ai tanti interrogativi che emergono quando si approccia un mercato come la Cina, East Media e Fondazione Italia Cina hanno organizzato il seminario “La Cina e il boom dei consumi. Tra strategie digital e cross-cultural”, in collaborazione con Global Blue e WalkTheChat e con il patrocinio della Camera di Commercio Italo Cinese. Di seguito vi riproponiamo il video integrale dell'incontro La Cina e il boom dei consumi" che si è tenuto il 20 Marzo 2018 presso la Fondazione Stelline, trasmesso in diretta streaming su Facebook. E un estratto dei punti salienti toccati dai relatori durante il seminario.   https://www.facebook.com/EastMedia.net/videos/946625762154376/  

La Cina e il boom dei consumi: tra strategie digital e cross-cultural

A moderare l'evento "La Cina e il boom dei consumi" è stato Alberto Rossi, responsabile Marketing e analista CeSIF - Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina, che in apertura ha evidenziato come l’idea di una Cina “fabbrica del mondo” sia solo uno sbiadito stereotipo. “A conferma di questo, continua la crescita, anche se leggermente rallentata – del settore terziario sulla composizione del Pil, a quota 51,63% nel 2017”. La profonda transizione che la Cina sta affrontando, la porterà a essere un’economia avanzata basata su consumi, servizi e innovazione come previsto dal piano Made in China 2025. “Tra i driver di questa trasformazione, anche quello dell’urbanizzazione, che nel 2017 ha registrato un nuovo record con il 58,52% della popolazione che vive in aree urbane, il più alto tasso di urbanizzazione di sempre in un Paese che ormai conta 260 città con più di un milione di abitanti (contro 18 in Unione Europea e 10 negli Usa)".   [caption id="attachment_7901" align="aligncenter" width="800"]La Cina e il boom dei consumi evento In primo piano Alberto Rossi, responsabile Marketing e analista CeSIF - Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina.[/caption]

Turismo dalla Cina, una risorsa per l'Italia

Negli ultimi dieci anni, il mercato italiano ed europeo del Tax Free Shopping ha visto i turisti cinesi crescere e consolidare la propria leadership come prima nazionalità sia in Italia che in Europa” - ha detto Antonella Bertossi, Partner Relationship e Marketing Manager di Global Blue Italia durante l'evento La Cina e il boom dei consumi. "Una tendenza positiva, che viene confermata dai dati registrati nella nostra Lounge di Milano. Nel 2017 sono stati oltre 8.600 i viaggiatori cinesi accolti, in crescita del 79% rispetto al 2016, anno in cui sono stati circa 4.800. Tale nazionalità non ha fatto evidenziare invece variazioni in termini di scontrino medio, che è rimasto sostanzialmente invariato: 1.823 euro nel 2017 rispetto ai 1.829 euro del 2016. Anche nel 2018 Global Blue continuerà a sviluppare i propri servizi esclusivi con l’obiettivo di garantire ai globe shopper cinesi, e non, la migliore shopping experience nel nostro Paese”.

> Leggi anche: Turisti cinesi, la grande scommessa dell'Europa. La grande opportunità per l'Italia

  [caption id="attachment_7900" align="aligncenter" width="800"]La Cina e il boom dei consumi evento Antonella Bertossi, Partner Relationship e Marketing Manager di Global Blue Italia.[/caption]

La percezione del Made in Italy in Cina

Una garanzia, quella della shopping experience, che deve essere mantra anche per le aziende operanti direttamente in Cina. “In Italia si tende a pensare che il Made in Italy si venda da sé. Ma non è così” - ha spiegato Jiaqi Luo, Marketing Specialist di East Media. “Per comunicare il valore di una risorsa importante come quella del Made in Italy è importante adottare un approccio che comprenda il background culturale. L’utente finale cinese spesso non conosce valori che gli italiani danno per scontati. Nel settore arredo per esempio il marmo di Carrara è conosciuto quasi dappertutto. Ma in Cina chi conosce Carrara?” - ha chiesto Luo, concludendo con un ulteriore esempio a riprova di quanto sia complesso lo scenario oltre muraglia: “Prendete il Chianti. Ovunque è conosciuto in quanto ottimo vino italiano. In Cina per venderlo è necessario definirlo ‘il Bordeaux Italiano’, ed è così che lo si trova sui maggiori e-commerce”.   [caption id="attachment_7898" align="aligncenter" width="800"]La Cina e il boom dei consumi evento Jiaqi Luo, Marketing Specialist di East Media.[/caption]

Perché puntare su WeChat ed e-commerce in Cina

Thomas Graziani, fondatore di WalkTheChat, ha spiegato invece le dinamiche con cui si muove l’utente cinese su WeChat, il più importante social network oltre muraglia, che da solo accumula il 35% dell’utilizzo quotidiano di app degli utenti. Insieme ad Alibaba e Baidu, Tencent (colosso che possiede WeChat) raccoglie il 71% delle attività mobile (e quasi 200 minuti di utilizzo quotidiano). Le opportunità offerte dall’e-commerce per raggiungere il target Cina sono innumerevoli, come dimostrano i dati relativi al fatturato di un progetto curato da Graziani per un importante brand di lusso: “Tramite un’accurata strategia di marketing su WeChat e la creazione di un’edizione limitata creata ad hoc per San Valentino, nell’arco di 12 minuti siamo riusciti a raggiungere un risultato di vendita che ammontava a 1,2 miliardi di RMB” - ha spiegato. “La chiave è tenere bene a mente che le dinamiche con cui funziona il marketing su WeChat sono diverse da quelle dei social occidentali”.

> Leggi anche: Come fare marketing in modo strategico con WeChat

  [caption id="attachment_7902" align="aligncenter" width="800"]La Cina e il boom dei consumi evento Thomas Graziani, fondatore di WalkTheChat.[/caption]

Le giuste strategie marketing da adottare in Cina

Concetti confermati da Emanuele Vitali, Marketing Manager e co-fondatore di East Media, che ha chiuso l’evento "La Cina e il boom dei consumi" fornendo uno sguardo d’insieme su quelle che devono essere le strategie di marketing delle imprese italiane che vogliono operare in Cina: digitali e cross-culturali. “Per avere successo in Cina occorre investire in un’analisi costante del mercato e dei macro trend: con una crescita della classe media che nel 2022 raggiungerà i 250 milioni, la Cina è un mercato sempre più interessante ma complesso”, ha spiegato Vitali. “Il modo migliore per raggiungere il target cinese è via web”, ha continuato, “i 751 milioni di utenti internet parlano chiaro: la Cina è ormai una realtà digitalizzata. Il consumatore è abituato a cercare online informazioni e anche ad acquistare, come dimostrano i numeri del Single Day di Alibaba: circa 22 miliardi di euro di fatturato in un solo giorno (in Italia in un anno si fattura 23,6 miliardi di euro)”. In sintesi, per conquistare il target cinese sono sei le risorse che non devono mancare secondo Vitali: il sito in lingua cinese, il posizionamento su Baidu, la presenza sugli e-commerce e i social media locali (WeChat e Weibo), la collaborazione con gli influencer e la creazione di contenuti cross culturali - la Cina è un mercato attraente, ma molto complesso.   [caption id="attachment_7899" align="aligncenter" width="800"]La Cina e il boom dei consumi evento Emanuele Vitali, Marketing Manager e co-fondatore di East Media.[/caption]

La guida al Digital Marketing in Cina

Queste e altre tematiche legate alla comunicazione e al marketing in Cina sono trattate nella guida “Digital Marketing in Cina 2017” che può essere scaricata in formato PDF cliccando sull’immagine qui sotto. Si aprirà un’altra pagina web con un form da compilare. All’indirizzo di posta elettronica si riceveranno due mail: la prima di avvenuta registrazione. La seconda con il link al download del documento PDF.     [caption id="attachment_6744" align="aligncenter" width="283"]Digital Marketing in Cina 2017 Clicca sull’immagine per scaricare la guida “Digital Marketing in Cina 2017” in formato PDF[/caption]      

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Il turismo cinese è sempre più interessante per numeri e fatturato. Un trend di crescita che risulta sempre a doppia cifra e costante. E l'Italia è nella top 10 delle mete più desiderate, in Europa indietro solo alla Francia. Ma come attrarre turisti cinesi che vengono in Italia? Come fare marketing per i turisti cinesi ? In questo articolo vediamo alcune strategie da mettere in campo per voi.  

L’industria del turismo cinese in pillole

Secondo un report di China Outbound Tourism sono oltre 70 milioni i turisti cinesi in viaggio ogni anno oltre confine. La Cina è già da tempo il primo paese al mondo per il turismo outbound. E secondo la World Travel Organization, nel 2020 i turisti cinesi nel mondo cresceranno ulteriormente arrivando a ben 100 milioni. Un trend destinato a crescere secondo tutti gli studi. Qui qualche numero
  • 70,25 MILIONI DI TURISTI NEL MONDO 

  • 12,5 MILIONI DI TURISTI CINESI IN EUROPA NEL 2015

  • UNA SPESA DI OLTRE 200 MILIONI DI EURO PER LO SHOPPING

  • UNA SPESA MEDIA DI 1500 € PER VISITATORE

  • CIFRE CHE CRESCONO DAL 10 AL 15% OGNI ANNO

 

Il mercato del turismo cinese si raggiunge online

Internet è lo strumento principale per il turista cinese.  Il 50% dei turisti cinesi che intendono visitare un paese estero scelgono la propria destinazione online. Per prima cosa cercano le informazioni necessarie, successivamente prenotano voli e hotel su app e siti dedicati. Il processo decisionale dei turisti cinesi è però lungo: prima della decisione finale, controllano i social network. Leggono recensioni, guardano foto di altri viaggiatori, verificano la reputazione e i servizi di un’agenzia di viaggi sui forum e poi si rivolgono al proprio network di conoscenze. La fiducia viene costruita sia dalla percezione delle informazioni trovate in rete che dalla capacità di comunicazione dell'azienda. Vi sono diverse soluzioni per attirare l’attenzione dei turisti cinesi mediante tool digitali, qui ne condividiamo alcune:

 1. Avere un sito in cinese

Internet in Cina è sempre più influente, grandi e piccoli brand e aziende lo utilizzano per promuovere le proprie attività. Avere un sito in cinese è il primo passo fondamentale per farsi conoscere dai propri clienti. Per via della barriera della lingua, molti cinesi non parlano inglese, perciò devono essere messi nelle condizioni di navigare sul sito facilmente per cercare informazioni. Se volete un turista cinese dovete avere le informazioni in cinese. Ed assicurati che il tuo sito si veda in Cina: CLICCA QUI PER AVERE GRATUITAMENTE IL TUO CHECK SULL'APERTURA DEL SITO IN CINA.  

 2. Utilizzare i social network locali

come vendere su Wechat Una forte presenza sui social network aumenta le possibilità che il proprio brand venga ben percepito e condiviso tra gli utenti. L’interazione sui social con i propri potenziali clienti è di importanza vitale se vogliamo davvero costruire una relazione di fiducia con il nostro potenziale cliente. Gli utenti internet cinesi trascorrono la maggior parte del proprio tempo sui social come Weibo e Wechat (91% dei netizen cinesi). Sono questi due i social network da privilegiare assolutamente. Fondamentale è pubblicare molti contenuti multimediali sui propri canali social: belle foto, video con immagini "da sogno"... tutti contenuti che possono essere utilizzati dalle agenzie per attirare clienti, ma anche per indirizzarli nella scelta della loro destinazione. Siate generosi di contenuti e non lesinate su informazioni e dettagli.  

3. Un buon ranking su Baidu

Come inserire un sito su Baidu Essere referenziati su Baidu è una mossa assolutamente importante per attrarre i turisti cinesi. Baidu è il principale motore di ricerca in Cina e ha praticamente il monopolio. Come emerge dal “2015 China Internet users Search Behavior Report" gli utenti intervistati hanno dichiarato di averlo usato nel 90% delle ricerche online. I turisti cinesi cercheranno quindi informazioni relative a una meta su Baidu. Fondamentale è che le aziende si facciano trovare su questo motore di ricerca con un sito web in lingua cinese e con un SEO ottimizzato.Se vi cercano devono trovare voi non la concorrenza. Giusto?  

4. L’importanza del mobile

Come fare marketing per i turisti cinesi Lo sviluppo di internet ha indubbiamente contribuito al boom del turismo outbound cinese. Non solo... grazie alla diffusione degli smartphone, negli ultimi anni si è assistito anche a un aumento del 50% delle prenotazioni via mobile. Ciò vuol dire che i cinesi non amano telefonare alle agenzie di viaggi come un tempo. Adesso eseguono le proprie ricerche direttamente online. Un comportamento in linea a quanto si registra in Italia e in Europa, dove il numero di viaggiatori indipendenti è sempre in crescita.  Per questa ragione molte aziende hanno lanciato delle app sviluppate per i turisti cinesi, fornendo servizi come il car rental o le recensioni dei ristoranti, neutralizzando la barriera del linguaggio e facilitando i viaggiatori.  

5. Rivolgiti alle cyber celebrity

I Key Opinion Leaders (KOL) sono persone famose che si muovono soprattutto sul web. Queste persone in Cina sono molto rispettate e hanno tantissimi fan, sono blogger, video blogger o personaggi del cinema e della televisione. Sono molto seguiti e qualsiasi cosa facciano viene commentata da milioni di utenti internet. Il tipico key opinion leader vende la propria capacità di influenzare alle aziende per promuovere il loro marchio, di conseguenza può essere contattato per una campagna o per spingere un determinato prodotto.  Gli influencer sono degli alleati fondamentali per le strategie di digital marketing in Cina. Ricordiamo infatti che - come emerge da un report di McKinsey & Company - i consumatori cinesi prima di finalizzare un acquisto trovano 3 dei 5 principali punti di contatto con le aziende proprio nel mondo digital: sito web, social networks e influencer.  

Conclusioni

Come fare marketing per i turisti cinesi? Concludendo, se si vuole raggiungere i turisti cinesi è fondamentale attuare una corretta strategia di digital marketing. Riassumiamo i tre punti fondamentali:
  1.  Avere un sito web aziendale tradotto anche in lingua cinese e ottimizzato per Baidu, il motore di ricerca locale.
  2. Prevedere una strategia di comunicazione sui principali social network cinesi come WeChat e Weibo.
  3. Sostenere l'immagine del proprio brand e/o dei servizi proposti con degli influencer locali.
I turisti, come tutti i consumatori cinesi sono diffidenti, hanno bisogno di informazioni e di rassicurazioni e prima di finalizzare il proprio acquisto fanno numerose ricerche. D'altronde fare un viaggio in Italia è una scelta importante, serve attenzione nella comunicazione. Farsi trovare con una buona reputazione su diversi canali è la strada giusta per conquistare la loro fiducia e accordarsi la loro preferenza. La Cina è vicina.   >>Vuoi saperne di più su come entrare e vendere in Cina?  Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.  Per informazioni scrivici e ti contatteremo in brevissimo tempo. LA CINA E’ VICINA… –>  info@east-media.net
A Expo 2015 arriverà più di un milione di cinesi, russi e coreani. Come facciamo a intercettarli? Come si fa Business con persone di culture, abitudini, stili di relazione diversi dai nostri?
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qrcodeclublabGiovedì 3o ottobre, presso l’Hotel Villa Castagnola di Lugano,alle ore 18.30 si terrà l’evento formativo

«Nuovi mercati ed opportunità di business: Web & Social Marketing in Cina, Russia e Corea», durante il quale verrà ufficializzata la Partnership che vede la nota agenzia Clublab di Lugano, operante nel settore del Marketing e degli Eventi, diventare la rappresentante ufficiale per il territorio Elvetico di East-Media, prima azienda italiana di Digital Marketing per i motori di ricerca ed i social network di Cina, Russia e Corea del Sud.

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La Cina sta vivendo un vero e proprio boom del turismo, i cinesi si stanno rivelando sempre di più entusiasti di viaggiare.

E per viaggiare, sia in patria che all’estero, utilizzano sempre di più le travel app per organizzare i propri viaggi.

Sugli smartphones cinesi sono, infatti, numerose le app che forniscono servizi per informarsi, leggere recensioni, comparare i prezzi, prenotare con un semplice click.

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Eccovi i nuovi appuntamenti di East Media: sabato 11 ottobre – INTERNET FESTIVAL  -  Forme e piattaforme - Nel mondo totalmente digitalizzato la pubblicità non sarà più la stessa. 29 ottobre – Corsi di COMUNICAZIONE DIGITAL IN RUSSIA ED ASIA 30 ottobre – VUOI VENDERE IN CINA E RUSSIA? 12 Novembre – FARE BUSINESS IN CINA E RUSSIA: REGOLE DELLA COMUNICAZIONE ONLINE E SOCIAL 14 Novembre –SCENARI DIGITAL E SOCIAL AD EST: NO GOOGLE, NO FACEBOOK, NO YOU TUBE, NO WHATSAP (altro…)